Si tratta di una raccolta di liriche, divisa in due sezioni, la seconda delle quali, dedicata alla figura della Grande Madre, ripercorsa dall’antichità, passando per il mito egizio, indiano, greco, latino, fino a prefigurare la maternità di Maria. Il libro è reperibile a Gubbio, presso la libreria “Pierini”, in via Reposati

Il Velo epifanico
GUBBIO – Si è svolta presso l’Aula Magna dell’Istituto superiore Cassata, la presentazione dell’ultimo libro di Paola Zangarelli: “Il Velo epifanico”, edito dalla Casa Editrice “Pagine” di Roma. Ha presieduto l’incontro il critico letterario e scrittore Plinio Perilli, con la partecipazione del Prof. Mario Bulletti, psicanalista, psicoterapeuta e sessuologo.
Si tratta di una raccolta di liriche, divisa in due sezioni, la seconda delle quali, dedicata alla figura della Grande Madre, ripercorsa dall’antichità, passando per il mito egizio, indiano, greco, latino, fino a prefigurare la maternità di Maria. Il libro è reperibile a Gubbio, presso la libreria “Pierini”, in via Reposati.
La biografia di Paola Zangarelli
Paola Zangarelli è nata e vive a Gubbio. Laureata in Lettere Classiche, presso l’Università degli Studi di Perugia, ha conseguito specializzazioni in Lingua e Letteratura Italiana, Latina, Greca, in Filosofia e Storia e masters in ambito storico-artistico e letterario. Insegna presso l’IIS “Cassata Gattapone” di Gubbio e ha collaborato con l’Università LUMSA di Roma, di cui è stata docente a contratto, di Lingua e Letteratura Italiana Contemporanea, negli A.A. 2004-2005, 2005-2006, 2006-2007.

Paola Zangarelli
Tale collaborazione è confluita nel saggio critico: “Poesia tra parola e simbolo”, pubblicato da Lombardo Editore di Roma. Ha partecipato a stages con la collaborazione dell’Unesco di Perugia, tra cui nel 2007, il meeting: “Per una riproposizione del testo poetico in chiave mitomodernista”.
Socia fondatrice del Museo Diocesano di Gubbio, ne ha curato la gestione per alcuni anni e nell’anno 1997 è stata incaricata della redazione di una pubblicazione storico-artistica sui Comuni del “Parco di Montecucco”, approfondendo aspetti della storia, arte, folklore del territorio del Parco.
L’esordio poetico è del 1991, con la raccolta di liriche: “Ho chiuso gli occhi lontano”, pubblicata da Cultura Duemila Editrice. Del 2003 la raccolta: “Ad Aotis, stella del mattino. Canti”, che la critica ha collocato nel panorama letterario del Mitomodernismo, facente capo a Giuseppe Conte. Del 2006 la raccolta: “Sentieri dell’Umano” e del 2013: “Frammenti d’Abisso”, entrambe curate dal critico letterario Plinio Perilli.