L’impegno di Fabrizio Caira è iniziato nel 1982 con il servizio militare a Roma. Nei Vigili del Fuoco ha lavorato a Torino, Ancona, Roma, Perugia e Gubbio, dove ha scelto di risiedere dal 1987. “Mi sento eugubino e sono devoto a Sant’Ubaldo. Mia figlia è nata qui ed è ceraiola sangiorgiara. Vorrei continuare a lavorare con Apo nell’ambito dei soccorsi per non disperdere il bagaglio di esperienza acquisito in questi anni

Caira e Altea

GUBBIO – Al termine di 36 anni di servizio nei Vigili del Fuoco a Torino, Ancona, Roma, Perugia e con la presenza a Gubbio intervallata dai passaggi di qualifica da Caposquadra e Caporeparto esperto, Fabrizio Caira va in pensione il prossimo 3 aprile.

Di origini romane, dal 1987 ha fissato la sua residenza a Gubbio, la nonna materna era di Fabriano.

A Gubbio sono stato subito bene perché qui ho trovato la mia realtà della vita di tutti i giorni. – spiega a Cronaca Eugubina Fabrizio CairaIl contatto con l’ambiente, ma soprattutto la stessa eugubinità che ho avuto modo di apprezzare sempre di più con la Festa dei Ceri e la devozione a Sant’Ubaldo, e con la nascita di mia figlia, che è sangiorgiara“.

E’ lunga la carriera di Fabrizio Caira nei militari e nei Vigili del Fuoco per poter essere riassunta in poche righe, tanti i momenti importanti e qualificanti. Nel 1982 il servizio militare a Roma, le prime esperienze in Sicilia nei campi base per l’eruzione dell’Etna.

Poi la partecipazione al concorso, vinto, e l’ingresso ufficiale nei Vigili del Fuoco dove Caira ha coltivato e sviluppato la grande passione per i cani e le ricerche di soccorso, grazie all’esperienza maturata nel Nucleo Cinofilo dei Vigili del Fuoco dell’Umbria.

Ci sono dei momenti importantissimi della vita di Fabrizio Caira nei Vigili del Fuoco. Ne citiamo alcuni: l’impegno nelle ricerche a l’Aquila con il cane Altea, durante i giorni della tragedia del ponte Morandi a Genova, a Norcia, a Pescara e Arquata del Tronto con il nuovo cane Apo, che ha sostituito Altea morta di vecchiaia.

Caira e Altea in addestramento

Ma anche la sfilata a Roma per la Festa della Repubblica il 2 giugno 2007. Fino alla nascita del Campo di addestramento cani da soccorso a Città di Castello, il cosiddetto “Campo macerie” per l’addestramento alla ricerca di persone disperse sotto le macerie.

Un mese fa il collaudo della struttura, uno dei nove campi presenti in Italia per l’addestramento, nato con l’esperienza maturata da Caira a l’Aquila.

Grande l’affetto che lo ha legato ai suoi cani, che descrive con queste parole. “Altea era un pastore tedesco tutto nero, molto bella da vedersi, un grandissimo cane, ancora ho contatti nei social di persone che se la ricordano. In quel momento arrivare a l’Aquila con un grande cane come Altea ci ha permesso di trovare persone vive.

Poi è arrivato Apo, e insieme a lui abbiamo fatto molti ritrovamenti di gente in vita, Apo è molto bravo in questo. I nostri cani non cercano altro che una persona che interagisca con loro. Nonostante la pensione, vorrei continuare a lavorare con Apo nell’ambito dei soccorsi per non disperdere l’esperienza maturata in questi anni”.

Fabrizio Caira e Apo

Si ricorda un ritrovamento in particolare?

Si, è avvenuto qualche anno fa a San Terenziano, dove un signore si era allontanato da una struttura per anziani.

Lo abbiamo cercato per tutta la notte e alle prime luci dell’alba decisi di ricercarlo in zone già battute, e fu allora che lo vidi entrare in una rogaia con il cane che iniziò ad abbaiare. 

Poi il cane cessò di abbaiare, l’uomo era caduto in un oliveto. Quando li raggiunsi, lui era abbracciato al cane, che lo leccava e gli faceva le feste. Questo signore stava ringraziando il cane che lo aveva trovato“.

Che cosa le va di dire dopo 36 anni di servizio nei Vigili del Fuoco? 

Voglio salutare e ringraziare tutti i miei colleghi del Distaccamento di Gubbio, sempre attivi presenti e collaborativi. Tutti i miei colleghi cinofili, a cominciare da Mancinelli che ha vissuto con me tutti gli interventi più importanti. Il futuro ora è rappresentato da Vincenzo Artedia con il cane Arya, da Massimo Giorgetti con Blinky e da Matteo Ciculi con Lucy. A loro spetta il compito di continuare questa tradizione di impegno nei soccorsi“.

Francesco Caparrucci