Erano presenti i comitati provinciali Anpi di Perugia e Pesaro unitamente alle sezioni San Giustino Citerna, Gubbio, Città di Castello, Umbertide, Montone, Pietralunga, Cantiano, Val Metauro, Val Cesano. Il Sindaco Stirati: “Sono onorato di essere qui, la memoria storica è un dovere etico nei confronti dei giovani“.
Nel maggio 1944, i Tedeschi e la Guardia Nazionale Repubblicana, catturarono 126 giovani, 8 ribelli, di cui 5 fucilati, mentre i partigiani riuscirono a sganciarsi verso Serra Maggio per poi ricomporsi, una volta terminato il rastrellamento (dati storici archivi GNR). 
Uno degli obiettivi principali era il parroco di Morena don Marino Ceccarelli, considerato a capo di una brigata partigiana che si muoveva a cavallo dell’Appennino Umbro e Marchigiano. 

Il Coro “Canto Popolare” Pesaro e Urbino canta “Bella Ciao” a Morena

Un amico, Furio, ha raccontato: “Una mattina di maggio, prima di andare in Chiesa per la Messa, don Marino vide dalla finestra dei gruppi salire, fece sparare un colpo in aria e vide che si nascondevano nel bosco, capì che erano Tedeschi.
Prese due pistole e fuggì dalla Chiesa, nel frattempo i Tedeschi sparavano sulla Casa parrocchiale. Sul sagrato scaricò un caricatore su un Tedesco che si trovò davanti e fuggì nel bosco. Don Marino mi disse ‘una guancia la porgo, l’altra no’. E’ stato un caro amico. Un prete del popolo, che ricordiamo con tantissimo affetto“.
I Tedeschi incendiarono la Chiesa e cinque abitazioni vicine. Stavano ritirandosi verso il nord Italia e non volevano partigiani lungo la ritirata, visto che i ponti sul Tevere erano stati fatti saltare. 

MORENA – Un’ora di automobile da Gubbio per raggiungere Morena, una delle frazioni più estreme del Comune di Gubbio al confine con i Comuni di Pietralunga, Umbertide e le Marche.

Dalla Chiesa parrocchiale il panorama sulla vallata sottostante e sul monte Petrano è bellissimo in questa domenica soleggiata di maggio. Stamattina salivano verso la Chiesa tanti fazzoletti rossi dell’Anpi (l’Associazione nazionale partigiani), che a Morena hanno ricordato con una cerimonia semplicissima il rastrellamento dei Tedeschi avvenuto 80 anni fa durante la Seconda Guerra Mondiale, don Marino Ceccarelli (alla storia “il prete bandito“) e Primo Ciabatti fucilato il 7 maggio 1944.

Morena, la lapide commemorativa del rastrellamento Tedesco di 80 anni fa

Per l’occasione era presente il sindaco di Gubbio Filippo Stirati, il sindacalista della Cgil Alessandro Piergentili, la Presidente della sezione Anpi Gubbio “Walkiria Terradura” Ellis Gulli, i comitati provinciali di Perugia e Pesaro unitamente alle sezioni San Giustino Citerna, Gubbio, Città di Castello, Umbertide, Montone, Pietralunga, Cantiano, Val Metauro, Val Cesano.

E’ stato spiegato che a Morena, dopo l’8 settembre 1943, trovarono riparo tanti giovani di Gubbio e Città di Castello che non risposero alla chiamata alle armi della Rsi (Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Salò per via del fatto che i Ministeri principali avevano sede in riva al lago).

Inizialmente questi ragazzi, che erano soprattutto mezzadri poverissimi, avevano soltanto un sentimento antifascista, successivamente presero coscienza dell’importanza della Resistenza, cioè di resistere alle truppe di occupazione Tedesche.

Su questo tratto di Appennino Umbro Marchigiano si scrissero pagine storiche della Resistenza ai Tedeschi e ai Fascisti. Questa mattina è stato ricordato il rastrellamento di Morena di 80 anni fa: i Tedeschi in ritirata volevano questa parte dell’Appennino centrale libera dai partigiani per non incorrere in imboscate e scontri a fuoco, visto che i ponti sul Tevere erano tutti stati fatti saltare.

Il Sindaco Stirati e Ellis Gulli durante la posa della corona a Morena

Il 7 maggio 1944 Morena venne attaccata dai Tedeschi e dalla Guardia Nazionale Repubblicana, che cercavano i partigiani nella zona a cavallo tra le due regioni, con la conseguente distruzione delle case, della canonica e violenze sulla popolazione.

La ricostruzione dell’episodio viene fatta dagli studiosi di storia contemporanea Giancarlo Pellegrini e Tommaso Rossi, secondo i quali obiettivo principale del rastrellamento erano i partigiani tra Morena e Pietralunga.

Però l’operazione si svolse anche nel territorio tra Gubbio, Pietralunga, Cantiano, Scheggia, Montone, Apecchio. Tra i più ricercati c’era il parroco di Morena, don Marino Ceccarelli, alla storia il “prete bandito”, ritenuto dai Tedeschi l’organizzatore del gruppo partigiano di Morena.

Con il rastrellamento, durato una settimana, furono presi (secondo i dati della GNR) 126 giovani, catturati 8 ribelli, di cui 5 fucilati, mentre i partigiani riuscirono a sganciarsi verso Serra Maggio per poi ricomporsi, una volta terminato il rastrellamento.

Poiché uno degli obiettivi era trovare don Marino, i Tedeschi, non essendo riusciti a catturare il sacerdote, si accanirono sulla chiesa, incendiandola insieme a cinque case adiacenti.

Morena, tanta gente alla commemorazione

Furio ha così ricostruito l’accaduto: “Don Marino prima di morire mi raccontò che qui a Morena nascondeva tutti coloro che sfuggivano dai campi di prigionia Tedeschi, e che qui si costituì il primo nucleo partigiano Gruppo Morena, Brigata San Faustino.

Don Marino era il capo, il punto di riferimento della Resistenza in queste zone. Una mattina di maggio, prima di andare in Chiesa per la Messa, vide dalla finestra dei gruppi salire, fece sparare un colpo in aria e vide che si nascondevano nel bosco, capì che erano Tedeschi.

Prese due pistole e fuggì dalla Chiesa, nel frattempo i Tedeschi sparavano sulla Casa parrocchiale. Sul sagrato scaricò un caricatore su un Tedesco che si trovò davanti e fuggì nel bosco. Don Marino mi disse ‘una guancia la porgo, l’altra no’. E’ stato un caro amico. Un prete del popolo, che ricordiamo con tantissimo affetto“.

Questa mattina le delegazioni Anpi da Secchiano di Cagli sono arrivate a Morena per la deposizione della corona sulla lapide della Chiesa parrocchiale, i saluti istituzionali e il ricordo di Primo Ciabatti fucilato il 7 maggio 1944.

Morena, l’intervento del Sindaco Stirati

Successivamente ci sono stati gli interventi e il CoroCanto Popolare” di Pesaro e Urbino ha intonato “Bella Ciao” accompagnato dall’organetto. C’è stato un intervento dello storico Dino Renato Nardelli, e un omaggio musicale con canti e letture.

Prendendo la parola, il sindaco di Gubbio Filippo Stirati ha detto: “Sono onorato di essere qui, la memoria storica è un dovere etico nei confronti dei giovani. Davanti alla storia ci sono parti giuste e parti sbagliate, dalla Resistenza è nata la nostra Costituzione.

E’ giusto visitare questi luoghi, qui è doveroso riportare la memoria. Si tratta di valori che vanno difesi e tutelati“.

La Presidente dell’Anpi Gubbio, Ellis Gulli: “Stiamo provando tutti una bella emozione, parleremo ai giovani e ricorderemo la figura storica della partigiana eugubina Walchiria Terradura. Viva la democrazia“.

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Francesco CaparrucciFotografie Cronaca Eugubina