Straordinaria e affascinante la storia della Villa, che fu persa ai dadi due volte. Il nucleo architettonico originario risale al Cinquecento, con la proprietà che è passata in mano a diverse Famiglie nobiliari, anche non eugubine, fino a giungere ai Benveduti nel 1774.
La visita guidata è stata organizzata dalle Professoresse Nicoletta Omicioli ((docente di Disegno e Storia dell’Arte al Liceo Scientifico Mazzatinti) e Silvia Alunno (docente di Storia dell’Arte al Liceo Mazzatinti). 

GUBBIO – Il Fondo per l’Ambiente Italiano ha dedicato due giornate (il 10 e 11 ottobre) all’arte e alla cultura, nell’ambito delle Giornate FAI d’Autunno 2026.

Viste a contributo libero in 700 luoghi straordinari in 350 città italiane. “Un modo per contribuire concretamente alla cura, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico italiano“.

A Gubbio è stato possibile visitare Villa Benveduti a Monteleto (Mocaiana), con gli studenti del Polo Liceale Giuseppe Mazzatinti che hanno guidato i visitatori alla scoperta delle sale interne, dei dipinti, dei giardini e dell’Oratorio di Sant’Andrea Avellino con la professoressa Nicoletta Omicioli che ha spiegato il valore artistico dei dipinti e della cantoria decorata da Stefano Alessandrini.

Il nucleo architettonico originario di Villa Benveduti risale al Cinquecento, con la proprietà che è passata in mano a diverse Famiglie nobiliari, anche non eugubine, fino a giungere ai Benveduti nel 1774.

Sono loro che hanno dato alla villa l’aspetto odierno, ampliandola ad est e consacrando al suo interno una piccola cappella gentilizia, dedicata a Sant’Andrea Avellino nel 1789.

“Come tipico di tante residenze nobiliari di campagna, l’ingresso è anticipato da un lungo viale di accesso, che crea un suggestivo e scenografico effetto prospettico che conduce lo sguardo al portale monumentale, sormontato da un terrazzino con una elaborata inferriata baroccheggiante.

Mentre la suddivisione degli spazi interni della Villa segue uno schema rigoroso, per cui ogni ala è dedicata a specifiche attività“. 

Gli studenti Liceali hanno spiegato il significato degli stemmi che si trovato all’ingresso interno di Villa Benveduti, In particolare, uno di questi celebra quasi certamente le nozze tra Roberto Benveduti e Caterina Della Porta (1875), ridipinto come ipotizza lo studioso Fabrizio Cece, dopo il 1899.

Molto interessanti anche le iscrizioni che si trovano sopra le 4 porte che conducono alle diverse ali della Villa. Queste iscrizioni dipinte formano un vero e proprio “percorso letterario” dentro l’edificio, perché indicano agli ospiti la funzione di ogni stanza: porta della sala da gioco e da ballo, dei giochi minori, porta di servizio.

Affresco delle Stagioni di Stefano Alessandrini 1800

Altra perla interna alla Villa, è la sala delle stagioni con l’affresco delle stagioni del 1800 dell’artista eugubino Stefano Alessandrini. L’affresco celebra le quattro stagioni di lavoro delle terra, e si trova ai piani superiori di Villa Benveduti, dipinto a secco e perfettamente conservato perchè le pareti erano rivestite di carta da parati prima della riqualificazione moderna dell’edificio.

Villa Benveduti fu persa due volte ai dadi, la sala da pranzo presenta colonne doriche raffigurate alle pareti per dare la sensazione che si stesse all’aperto. La cantina con balcone è oggi riservata a ricevimenti e matrimoni.

Il giardino all’inglese era dedicato a un tempo libero colto e intellettuale, mentre il giardino all’italiana all’ingresso della Villa è molto più curato e riparato dal maltempo dall’intero edificio storico.

Tanti i visitatori domenica 11 ottobre, anche da Perugia e dalle Regioni limitrofe, tutti animati dal desiderio di scoprire Villa Benveduti, uno dei monumenti storici architettonici più importanti del territorio eugubino, resa visitabile per un giorno dall’impegno sociale del Fondo per l’Ambiente Italiano.

Gruppo FAI Gubbio e studenti del Polo Liceale Mazzatinti

Il gruppo eugubino del FAI ricorda che iscriversi al Fondo per l’Ambiente Italiano da la possibilità di avere l’ingresso gratuito nei 60 beni FAI aperti per tutto l’anno.

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Francesco Caparrucci – Fotografie Cronaca Eugubina