Al termine della Messa c’è stata la consegna del fregio da parte di Pietro Tognoloni al Capodieci Giorgio Angeloni che ha ringraziato con queste parole: “Si tratta di una giornata speciale auguri a tutti i ceraioli. Vi prego statemi vicino, datemi una mano. Onoreremo San Giorgio con tutta la nostra forza e la nostra devozione“
GUBBIO (F.C.) – Oggi (lunedì 23 aprile) si festeggia San Giorgio Martire, e per questa occasione è stata celebrata da monsignor Paolucci Bedini la Messa solenne nella Chiesa di Santa Maria dei Servi in Corso Garibaldi.
Assieme al Vescovo di Gubbio hanno officiato don Angelo Maria Fanucci, don Marco Cardoni, don Giorgio Cardoni, padre Francesco Menichetti, e il Cappellano del Cero di San Giorgio don Stefano Bocciolesi.
Erano presenti il Capodieci di San Giorgio Giorgio Angeloni, di Sant’Ubaldo Fabrizio Martini e di Sant’Antonio Giovanni Vantaggi, con i Presidenti delle Famiglie ceraiole e i rappresentanti dell’Università dei Muratori e del Maggio Eugubino. Domenica sera, invece, don Stefano Bocciolesi aveva celebrato sempre a Santa Maria la Messa in suffragio dei ceraioli defunti.
Monsignor Paolucci Bedini, all’inizio della celebrazione, ha ricordato come San Giorgio sia stato un grande Martire che, come tutti i martiri della storia della Chiesa Cattolica, ha subito una ingiusta condanna per la testimonianza del Vangelo. Ma nella figura dei Martiri dobbiamo cogliere la forza della loro fede in Dio.
Il Vescovo di Gubbio ha proseguito poi nell’omelia: “San Giorgio viene sempre raffigurato sul cavallo armato e vittorioso sul drago simbolo di ogni male. San Giorgio è un cavaliere Santo. I cavalieri non erano supereroi non erano persone speciali, nella maggior parte dei casi non erano nemmeno nobili, ma erano uomini dal cuore aperto attenti a ciò che accadeva nel mondo e spesso combattevano in difesa anche dei più poveri.
E San Giorgio era un uomo semplice con una grande forza, una grande potenza messa al servizio del bene. La sua figura ci invita a riflettere come nella debolezza costitutiva dell’umanità ciascuno di noi sia chiamato per grazia di Dio ad essere parte attiva contro il male.
La parabola del chicco di grano letta durante il Vangelo ci da questo insegnamento: che se ci mettiamo all’opera per il bene allora vedremo che il frutto saranno la pace, la collaborazione tra gli uomini e la solidarietà. La santità non è di chi sta fermo e di chi non fa nulla, la santità è di chi opera per il bene“.
È stata poi la volta dopo la celebrazione dell’Eucarestia del presidente Vittorio Fiorucci, che ha dato lettura della Preghiera del Sangiorgiaro, ha poi ringraziato portando un saluto affettuoso per il sessantesimo successore di Sant’Ubaldo Monsignor Paolucci Bedini, donandogli un’opera del maestro Grasselli raffigurante un ceraiolo adulto che prende per mano un ceraiolo bambino.
Si tratta di una rappresentazione, ha spiegato Fiorucci, altamente simbolica a testimonianza che è necessaria la guida forte su quelle che sono le vie impervie e difficili non solo della corsa dei ceri ma della vita di ciascuno di noi. Si è proceduto poi alla cerimonia di investitura del primo Capodieci 2018 Giorgio Angeloni dando lettura di una pagina estratta dal libro Breve dei Merciai datata 23 aprile 1708.
A presiedere la cerimonia sono stati chiamati anche il primo capitano Francesco Rossi, il secondo capitano Mauro Guardabassi. Il Capodieci della corsa dei Ceri 2017 Pietro Tognoloni ha ricevuto la pergamena attestato per la eccellente corsa del 2017 e per avere magnificato il cero di San Giorgio.
Si è data poi lettura dell’atto ufficiale dell’investitura del Capodieci 2018 con la conseguente consegna del fregio da parte di Tognoloni al Capodieci Giorgio Angeloni che ha ringraziato con queste parole: “Si tratta di una giornata speciale auguri a tutti i ceraioli. Vi prego statemi vicino, datemi una mano. Onoreremo San Giorgio con tutta la nostra forza e la nostra devozione“.
Di Fabiana Blasi – Fotografie Photostudio Gubbio