La statua di Sant’Ubaldo è stata portata a spalla da alcuni ceraioli storici e dai Capitani 2024 Luigino Bei e Fabio Mariani dalla Chiesa dei Neri fino alla Cattedrale, preceduta dal Cappellano della Festa dei Ceri don Mirko Orsini vestito con i paramenti sacri dorati, accompagnato da don Mirko Nardelli e don Marco Cardoni. 

16 Maggio 2024, il Pontificale in Cattedrale

Nel suo intervento, intitolato “Ubaldo, vescovo santo, custode della vera gioia del suo popolo”, il Vescovo Monsignor Luciano Paolucci Bedini ha detto: “... effetto della celebrazione attorno al Vescovo Ubaldo era lo scaturire di una gioia profonda, che riempiva i cuori degli eugubini e ne trasformava le esistenze“.
E’ stata letta la Preghiera a Sant’Ubaldo “nostro santo vescovo e patrono, sei tu per noi il custode fedele della vera gioia“. 

GUBBIO – La giornata dedicata alla memoria del Santo Patrono Ubaldo Baldassini, è iniziata con l’esposizione della Statua di Sant’Ubaldo (vestita da un gruppo di Ceraioli con i paramenti sacri dei giorni che hanno preceduto la Festa dei Ceri), all’interno della Cattedrale, al fianco dell’Altare.

La statua del Santo Patrono è arrivata in Processione dalla Chiesa dei Neri, portata a spalla dai Capitani Luigino Bei e Fabio Mariani, e da alcuni ceraioli storici, preceduta dal Cappellano della Festa dei Ceri don Mirko Orsini vestito con i paramenti sacri dorati, accompagnato da don Mirko Nardelli e don Marco Cardoni.

La Santa Messa del 16 Maggio è stata celebrata da Monsignor Luciano Paolucci Bedini, insieme a tutti i prelati di Gubbio, con la partecipazione delle Autorità politiche e militari della città di Gubbio.

La statua di Sant’Ubaldo e le Autorità

Erano presenti i Capitani della Festa dei Ceri 2024 Luigino Bei (Primo Capitano) e Fabio Mariani (Secondo Capitano), i Primi Capodieci Francesco Morelli del Cero di Sant’Ubaldo (con il capocetta Michele Mosca), Simone Martini del Cero di San Giorgio (con il capocetta Alessio Carosati), Enrico Provvedi del Cero di Sant’Antonio (con il capocetta Roberto Bianconi), il trombettiere Marco Tasso, l’alfiere Ettore Berettoni.

Erano presenti anche il sindaco di Gubbio Filippo Stirati, il Presidente dell’Università dei Muratori Giuseppe Allegrucci e il Presidente del Maggio Eugubino Marco Cancellotti, insieme al Presidente della Famiglia dei Santubaldari Ubaldo Minelli, al Presidente della Famiglia dei Ceraioli di San Giorgio Patrick Salciarini e al Presidente della Famiglia dei Santantoniari Ubaldo Gini.

Nel suo intervento, intitolato “Ubaldo, vescovo santo, custode della vera gioia del suo popolo“, il Vescovo Monsignor Luciano Paolucci Bedini ha detto: “… effetto della celebrazione attorno al Vescovo Ubaldo era lo scaturire di una gioia profonda, che riempiva i cuori degli eugubini e ne trasformava le esistenze.

Pontificale in Cattedrale

Fonte di questa gioia vera era la presenza provvidente e la bontà misericordiosa di Dio Padre, che il nostro Patrono continuamente invocava nella preghiera e testimoniava con la vita.

… Troppo grandi erano stati l’esempio e l’insegnamento del vescovo eugubino da non bastare lo spazio della sua vita per raccoglierli e farne tesoro. E, a distanza di secoli, siamo qui anche noi a dire che questo cammino di crescita e di maturazione del suo popolo è ancora in corso, e abbisogna ancora della sua preziosa guida, per la quale continuiamo ad amarlo e ad invocarlo…. 

… Ubaldo nostro Patrono nulla temeva, tutto ha affrontato con mitezza e letizia, e in tutto ha saputo cogliere la via del bene, senza mortificare nessuno, e tenendo a cuore il cammino e la fatica di ogni suo figlio, perché le sue radici erano ben piantate nella sorgente della certa allegrezza. Per dono della sua potente intercessione possiamo continuare ad invocarla sul nostro popolo“.

La Preghiera del Vescovo di Gubbio per Sant’Ubaldo

Ubaldo,
nostro santo vescovo e patrono,
sei tu per noi il custode fedele della vera gioia.

Ti preghiamo di ricordarcene sempre il segreto, nella sorgente stessa della divina letizia,
e di donarcene ogni giorno il desiderio,
per non fermare la nostra corsa davanti alle incertezze della vita.

Tu che ha vissuto l’autentica allegrezza, continua ad insegnarla ai tuoi figli,
perché diventiamo capaci di condividerla nella fraternità. Amen.

foto e comunicato stampa