Undici giorni fa l’alluvione con l’esondazione del torrente Burano che tanti danni ha provocato in paese. Ora, sembra, i primi presunti episodi di sciacallaggio. Una ragazza cantianese racconta: “Il portoncino d’ingresso era forzato. È stato probabilmente un sopralluogo per capire se e cosa portare via. Non sono saliti al piano di sopra“. 

Cronaca Eugubina n.239

L’infrazione è stata segnalata almeno inizialmente alla Sicurezza privata, ma l’intenzione è di andare dai Carabinieri. 

CANTIANO – Sembra ieri, invece sono già passati 11 giorni da quel pomeriggio del 15 settembre che ha segnato la storia cantianese e non solo. Il paese è un cantiere aperto, ma almeno in diverse vie e in Piazza Luceoli è tornato a farsi vedere il manto stradale.

Molte persone risultano ancora sfollate in strutture o presso parenti. Il Comune, specie la notte quando i lavori sono fermi è semideserto, illuminato temporaneamente solo da alcuni fari. Uno scenario grottesco e poco rassicurante.

Approfittando della situazione, sembra che ci sia chi tenta di intrufolarsi nelle abitazioni per impossessarsi presumibilmente di quello che non si è riusciti a portare via. Oltre il danno la beffa dunque, per chi ha già altri problemi di cui occuparsi.

Oggi (lunedì 26 settembre ndr.), nel primo pomeriggio, sono entrata in casa e nell’ingresso ho trovato delle impronte in direzione della porta che si affaccia sul giardino, che poi tornavano indietro“, racconta al nostro giornale una ragazza cantianese che ha dovuto abbandonare la sua abitazione, sita in una delle vie del paese più colpite dall’alluvione.

Il portoncino d’ingresso era forzato. È stato probabilmente un sopralluogo per capire se e cosa portare via. Non sono saliti al piano di sopra“. L’infrazione è stata segnalata almeno inizialmente alla Sicurezza privata, ma l’intenzione è di andare dai Carabinieri.

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Serena AgostinelliFotografie Cronaca Eugubina