La parola ai commercianti di Cantiano che spiegano la situazione economica attuale. “Tutto è progressivamente cambiato con il diffondersi del coronavirus. Ma cerchiamo di non alzare i prezzi”.

Fabiola Bianchi

Brevi interviste a Fabiola Bianchi (Come D’Incanto), Gianluca Matteacci (Maeve’s pub), Salvatore Ceccarini (Ortofrutta Agostinelli), Angelo Bei (Ristorante Tenetra), Martina Rossi (L’Armadio dei sogni), 

CANTIANO – Non si tratta di un temporaneo aumento dei prezzi, ma di una vera corsa al rialzo. Le Associazioni consumatori in questi giorni si mobilitano con manifestazioni nelle varie piazze d’Italia per combattere una speculazione ingiustificata. Abbiamo raccolto le opinioni di alcuni commercianti cantianesi al riguardo.

Fabiola Bianchi, una delle “nuove leve” tra gli esercenti locali ha un negozio di articoli per la casa, biancheria, accessori per bambini e addobbi (Come d’Incanto) spiega: “Il cambiamento era già iniziato a causa del coronavirus, la minore flessibilità negli spostamenti ha visto un calo di affluenza, in realtà nel mio settore non ho notato un particolare rialzo dei prezzi.

Sicuramente quest’anno ho lavorato di più con gli addobbi per Cresime, Comunioni e feste a tema rispetto al resto”.

Gianluca Matteacci

Gianluca Matteacci, gestisce un pub al centro del paese (Maeve’s pub) dice: “C’è stato un piccolo aumento che però non mi ha costretto ad alzare i prezzi e, dopo due anni di chiusura forzata, la gente ha ricominciato ad uscire e i locali rappresentano una boccata di ossigeno per la socialità”.

Martina Rossi

Salvatore Ceccarini, ha un negozio di frutta in Piazza Luceoli (Ortofrutta Agostinelli) racconta: “Nel mio caso l’aumento delle materie prime è stato significativo e c’è stato per due motivi ben precisi: il rialzo del prezzo del carburante che ha inciso sui trasporti e quello ormai noto del metano che viene utilizzato per riscaldare le serre.

Il rincaro della merce è una normale conseguenza che non dipende dalle nostre scelte”.

Angelo Bei del “Ristorante Tenetra”, locale storico al parco della Rimembranza, spiega: “In generale si è visto un aumento del 30 o 40% su acqua, gas e materie prime. Siamo purtroppo spinti ad incrementare le tariffe per rientrare nei costi.

Nel mio caso ho notato che le abitudini dei clienti sono cambiate, le uscite si concentrano di più il fine settimana rispetto ai giorni lavorativi”.

Martina Rossi, anche lei giovanissima ha un negozio di abbigliamento in via IV Novembre (L’armadio dei sogni) al nostro giornale dice: “Nel mio settore solo su alcune cose ho notato un aumento dei costi, ma in realtà sono ormai due anni che la situazione è cambiata a causa dell’emergenza sanitaria. Una famiglia che ha spese di vario genere rinuncia agli extra e questo influisce naturalmente sull’acquisto dell’abbigliamento”.

Serena Agostinelli