Danilo Clemente Demartis (64enne della provincia di Frosinone, da 21 anni residente a Gubbio) abitava il prefabbricato in ‘Largo Matteotti’ senza servizi igienici, acqua e corrente elettrica. Nella lettera alla  Tesei, il Presidente Luca Uccellani scrive “come potesse essere tollerato che una persona venisse lasciata vivere in una struttura fatiscente …
confidiamo nel suo personale interessamento perchè finalmente questo obiettivo (la rimozione del prefabbricato ndr.) venga raggiunto, prima che qualche altro disperato decida di fare di quel luogo la sua casa“. 

Carabinieri al prefabbricato in ‘Largo Matteotti’

E’ stato apposto alla porta d’ingresso del prefabbricato un cartello con la scritta “locale sottoposto a sequestro penale“, ma si tratterebbe dell’iniziativa di uno sconsiderato. Le Forze dell’Ordine confermano che non ci sono indagini in corso, visto che si è tratta di morte naturale. 

GUBBIO – Il 21 marzo scorso alle ore 13:30 circa, all’interno del prefabbricato che si trova in ‘Largoto Matteotti’, in fondo ad un piazzale sterrato utilizzato come parcheggio, è stato ritrovato dai Carabinieri il corpo senza vita di Danilo Clemente Demartis (64enne della provincia di Frosinone), che lo abitava da anni senza corrente elettrica, acqua e servizi igienici.

Danilo Clemente viveva a Gubbio da 21 anni circa, e in passato aveva esercitato in città la professione di muratore con apprezzamenti unanimi per la qualità dei lavori eseguiti. Poi aveva avuto un infortunio, come lui stesso raccontava, e da alcuni anni viveva nel prefabbricato in ‘Largo Matteotti’ in condizioni precarie, a soli 50 metri dalle mura urbiche, senza servizi igienici e corrente elettrica.

I funerali di Danilo Clemente a San Giovanni

Ora, la Caritas Diocesana, con il Presidente Luca Uccellani ha scritto una lettera alla Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, per chiederle la “rimozione del prefabbricato” di proprietà regionale dove Danilo viveva.

La lettera è stata pubblicata anche nell’organo ufficiale della Caritas di Gubbio , il periodico “Camminiamo Insieme”.

Nella lettera si legge: “… in questi anni abbiamo fatto presente più volte ai Servizi Sociali del Comune, all’assessore competente e al Sindaco Stirati come potesse essere tollerato che una persona venisse lasciata vivere in una struttura fatiscente, senza luce, acqua e servizi igienici.

Oltre alla richiesta di una diversa sistemazione per Danilo, avevamo sollecitato il Comune affinché si adoperasse per la rimozione del prefabbricato … Dopo la tragedia annunciata del 21 marzo, abbiamo di nuovo chiesto con forza al Sindaco, di fare tutto quello che era in suo potere per poter porre fine allo scandalo della presenza di quella struttura.

Dal momento che ci è stato ribadito che la sua rimozione è di esclusiva competenza della Regione Umbria, confidiamo nel suo personale interessamento perchè finalmente questo obiettivo venga raggiunto, prima che qualche altro disperato decida di fare di quel luogo la sua casa“.

Il cartello di “sequestro penale”

La lettera è stata inviata con raccomandata alla Presidente Tesei, e si confida in un suo personale interessamento, che velocizzi i tempi della burocrazia e favorisca la celere rimozione del prefabbricato.

“Sequestro penale”? 

Negli ultimi giorni, sulla porta d’ingresso del prefabbricato in ‘Largo Matteotti’, chiusa soltanto da un paletto in legno fissato a terra, è comparso un cartello con su scritto: “locale sottoposto a sequestro penale“, ma si presume possa trattarsi dell’azione sconsiderata di qualcuno.

Non risulta, infatti, che vi siano indagini in corso da parte delle Forze dell’Ordine e della Procura visto che si è trattato di una morte naturale: si ipotizza che qualcuno possa aver apposto il cartello per scoraggiare eventuali occupazioni abusive del prefabbricato da parte di senza tetto e sbandati.

Francesco CaparrucciFotografie Cronaca Eugubina