Nonostante le incertezze di Sant’Antonio sulla Calata dei Ferranti, e la caduta di San Giorgio all’uscita delle girate della sera, è stata una “Corsa pomeridiana molto bella e velocissima“, così ci ha scritto una ceraiola santubaldara. 

Ceri Mezzani 2022, i Ceri alla curva della Farmacia

In Basilica don Mirko Orsini ha detto: “La Corsa vive momenti esaltanti, e più difficili in cui si inciampa e si può cadere, però ci si rialza e ciò che conta è tenere sempre lo sguardo verso l’alto, verso il Patrono“. 

GUBBIO – “Una Corsa bellissima e velocissima“, l’ha descritta una ceraiola santubaldara in Piazza Grande appena prima delle girate della sera. E’ così è stata fino all’ascesa al Monte Ingino che racconteremo in serata su questo canale di informazione.

Perfetta la Calata dei Neri e Corso Garibaldi. Tutti i ceraioli sono apparsi molto emozionati per la Festa che torna dopo due anni di interruzione a causa dell’emergenza sanitaria. La prima Festa di popolo in Italia dall’allentamento delle misure anti Coronavirus.

Sulla Calata dei Ferranti, ci sarebbe stata una piccola incertezza del Cero di Sant’Antonio, ma il proseguo della Corsa attraverso San Francesco, San Martino fino in cima a via dei Consoli è stata perfetta per tutti e tre i Ceri.

Il segnale di partenza per le girate della sera, è stato dato dalla vice sindaco Alessia Tasso. Perfette le girate della sera, ma all’uscita da Piazza Grande c’è stata la caduta del Cero di San Giorgio.

Ceri Mezzani 2022, il Monte

L’ascesa al Monte Ingino

Poi i Ceri hanno completato il percorso fino alla Porta di Sant’Ubaldo con la solita andatura velocissima, sostenuta da tanta passione e voglia di vivere pienamente questa giornata di Festa.

In Basilica il Cero di Sant’Ubaldo è entrato nel chiostro e ha chiuso la Porta. Successivamente sono entrati San Giorgio e Sant’Antonio, che si sono fatti gli inchini e così è terminata la Festa dei Ceri Mezzani 2022.

Prendendo la parola in Basilica, il Cappellano dei Ceri don Mirko Orsini ha detto: “La Corsa vive momenti esaltanti, e più difficili in cui si inciampa e si può cadere, però ci si rialza e ciò che conta è tenere sempre lo sguardo verso l’alto, verso il Patrono“.

Francesco CaparrucciFotografie Simone Grilli