Primi segnali di crisi del lavoro per alcune attività del centro storico costrette a chiudere alle ore 2:00. I titolari lamentano nel fine settimana cali di incasso piuttosto consistenti fino a 700 euro. 

Polizia Locale in Via della Repubblica

Durante la settimana, abbiamo raccolto delle opinioni tra i titolari di attività del centro storico e alcuni cittadini residenti, e l’opinione comune è che i controlli dovrebbero essere estesi anche ai Club presenti in città.

GUBBIO – Alcuni titolari di attività hanno presentato ricorso al Tar dell’Umbria per chiedere l’annullamento dell’Ordinanza n.249 “in materia di di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, disciplina degli orari di vendita, anche per asporto, nonché di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche“.

Ordinanza che stabilisce, come misura principale, la chiusura dei pubblici esercizi (per tutte le giornate di sabato e di domenica), alle ore 2:00, fino a domenica 24 ottobre 2021.

Un provvedimento che l’Amministrazione comunale ha adottato a seguito degli episodi di maleducazione ubriachezza e vandalismo, che si sono registrati nel centro storico di Gubbio nelle scorse settimane, e che ancora in questi giorni continuano a verificarsi, anche con l’intervento in alcuni casi di Polizia Locale e Carabinieri.

Altri titolari di attività, sottolineano il momento di crisi del lavoro, affermando che “i sabato sera abbiamo registrato cali di incasso anche di 700 euro, che per piccole attività a conduzione familiare sono una perdita enorme“.

In particolare, il titolare di un ristorante di Gubbio spiega: “Sabato sera ci sono tre fasce orarie di lavoro: quella delle 19:30 quando vengono soprattutto turisti e visitatori, quella delle 21 con la presenza maggioritaria di famiglie e gruppi di amici, e quella delle ore 23 che solitamente è appannaggio dei giovani e delle giovani coppie. 

L’ultima fascia oraria è quasi del tutto scomparsa, mentre le altre due hanno evidenziato una flessione di presenze in un momento dell’anno in cui si è sempre lavorato.

Stiamo dando l’anima per migliorare le nostre attività, per rendere più bello e vivibile il centro storico, abbiamo anche innalzato molto la qualità del lavoro, per questo non capiamo per quale motivo dobbiamo pagare il prezzo salato di questa situazione che si è creata“.

Il titolare di un pubblico esercizio afferma: “Per ripagare i costi di apertura al pubblico, dobbiamo lavorare almeno 8 ore.  Siamo venuti a conoscenza di proposte di chiusura delle attività da organi di stampa, ci auguriamo che la cosa non accada perché chiudere adesso significherebbe creare difficoltà enormi a qualsiasi attività.

Siamo in un momento storico in cui il lavoro andrebbe incentivato, non chiuso. I nostri dipendenti sono tutti a busta paga e percepiscono stipendi dignitosi e lavorano con turnazioni continue. Che cosa possiamo fare più di così per la nostra città?“.

Durante la settimana, abbiamo raccolto delle opinioni tra i titolari di attività del centro storico e alcuni cittadini residenti, e l’opinione comune è che i controlli dovrebbero essere estesi anche ai Club presenti in città.

Insomma, si prospetta un “autunno caldo” e di confronti a Gubbio sul piano del lavoro, con le attività e le partite iva che dopo lo sblocco della moratoria a fine agosto, devono nuovamente sopportare il peso delle tasse vecchie e nuove senza avere di fronte a se alcuna prospettiva concreta di crescita e di sviluppo.

Il Sindaco Stirati

Tavolo con tutti i portatori di interesse

E’ stato convocato per lunedì 18 ottobre alle ore 15 un tavolo di concertazione sulle problematiche del centro storico, alla presenza di tutti i portatori di interesse. A Palazzo Pretorio arriveranno rappresentanti della Diocesi, del mondo della scuola (dirigenti scolastici e rappresentanti di classe), associazioni di categoria, residenti, giovani, associazioni dei quartieri, ASL – Servizio prevenzione salute, Vigili Urbani, Carabinieri, Guardia di Finanza, associazioni cittadine.

I residenti del centro storico – spiega il sindaco Filippo Stirati, che lunedì siederà al tavolo insieme agli assessori al Commercio Giovanna Uccellani, all’Associazionismo Gabriele Damiani, alle Politiche Giovanili Simona Minelli e all’Ambiente Alessia Tassosono per noi un vero e proprio patrimonio da tutelare: ad oggi circa 3000 persone vivono all’interno delle mura, un numero pari a circa il 10% della popolazione. 

Il nostro è un centro storico vivo, non musealizzato, vissuto davvero dai suoi residenti, non si tratta di seconde case come avviene in molti altri centri, ma di prime residenze. E’ chiaro però che “vivo” deve anche significare “vivibile”, e il lavoro che tutti dobbiamo fare è quello di ricercare una combinazione virtuosa tra residenza, commercio, artigianato, turismo, giovani e attività dei locali: si tratta di un equilibrio difficilissimo da raggiungere, ma al quale tutti dobbiamo necessariamente puntare.

Questo incontro sarà, in questo senso, un’importantissima occasione di confronto e scambio tra tutti i portatori di interesse”.

Francesco CaparrucciFotografie Cronaca Eugubina