Giovanni Colaiacovo, 24 anni, studente di economia, ha preso in mano un’azienda dove lavorano giovani di grande prospettiva. Vini di elevata qualità in abbinamento ai prodotti locali confezionati nella Cantina. 

Cronaca Eugubina n.220

“Oggi, anche se sono giovane, mi trovo già a vivere tante soddisfazioni grazie a questa esperienza di lavoro che ha un grande rilievo e responsabilità, sia nella gestione che nell’acquisizione delle competenze in diversi ambiti”

GUBBIO – Giovanni Colaiacovo, 24 anni e un lavoro con il quale è cresciuto e che lo ha appassionato sempre di più, nella gestione della Cantina Semonte. Sembra proprio essere una promessa del mondo del vino a Gubbio; l’anello di congiunzione tra passato e futuro.

L’azienda di famiglia del padre Ubaldo e della zia Carmela, l’ha vista crescere, fino a prenderne le redini, oggi è lui il Presidente, ma con tanta umiltà e consapevolezza di quanto ha da imparare. Affiancato da uno staff di tutto rispetto in vigna e in Cantina, e da alcuni mesi anche nella Degusteria dove accoglie amanti e appassionati del vino e dell’ottimo cibo.

Giovanni Colaiacovo, facilitato nella gestione della cantina, grazie al suo percorso di studi in economia, spazia nella conoscenza di come si fa il vino buono, affiancando gli agronomi e gli enologi, assaggiando i mosti, le fermentazioni, prove di botte che proiettano il liquido in evoluzione verso il futuro.

Sembra quasi che l’esperienza non gli basti mai, e il confronto con i tecnici è costante per acquisire le competenze tecniche necessarie.

Cantina Semonte

La storia della Cantina è iniziata circa dieci anni fa spiega Giovanniquando io ero ancora un ragazzino e non mi rendevo pienamente conto di quello che sarebbe stato il futuro.

Oggi, anche se sono giovane, mi trovo già a vivere tante soddisfazioni grazie a questa esperienza di lavoro che ha un grande rilievo e responsabilità, sia nella gestione che nell’acquisizione delle competenze in diversi ambiti.

Perché per gestire al meglio la Cantina, bisogna conoscere bene tutte le fasi e le dinamiche della produzione, soprattutto poi per raccontare al meglio al cliente il nostro vino”.

Giovanni ci mostra orgoglioso la storia delle bottiglie di Cordaro, da quando ancora si credeva fosse Nebbiolo, e non è stato etichettato, passando per il 2012 col nome di Semonte, fino al 2015 quando prende l’attuale nome. Tanti giovani al lavoro, insieme a lui, che esprimono il senso di una grande famiglia, e così passiamo dai profumi del mosto, a quelli della cucina: tra i fornelli, sempre giovani e competenti.

La vendemmia a Semonte

La proposta in abbinamento ai vini della Cantina Semonte sono soprattutto prodotti locali, ma in modo particolare i salumi prodotti all’interno della Cantina stessa, in locali idonei, dove l’odore della salata e della stagionatura ci fanno venire l’acquolina in bocca e beviamo ancora un sorso di vino.

Lo studio e le esperienze sono fondamentali per riuscire a trasmettere il senso profondo del lavoro e di tutto quello che c’è dietro una bottiglia di vino, soprattutto la passione per questo lavoro, lo svegliarsi presto e il vivere tra le vigne che diviene un punto di vista privilegiato dal quale osservare lo scorrere del tempo e dei cambiamenti.

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Isabella CeccarelliFotografie Giampaolo Pauselli