Il vino lega le generazioni alla terra, diviene esperienza e cultura in chi lo beve. I turisti, si muovono oggi per motivazioni ben precise, l’enogastronomia insieme all’arte è un settore fondamentale di attrattiva. 

Ubaldo Colaiacovo

Dolcetto, Cordaro e Pinot Noir. Vini di pregio proiettati nel futuro. Carmela e Ubaldo Colaiacovo da dieci anni, sulla scia della volontà del padre Giovanni, hanno creato una realtà vitivinicola e imprenditoriale che guarda alla qualità dei vini, con un grande potenziale di evoluzione

GUBBIO – Il nettare degli Dei trova casa a Gubbio nella cantina di nuova costruzione della Famiglia Giovanni Colaiacovo, dove Carmela e Ubaldo danno vita ai loro vini, valorizzando così un territorio di antica tradizione e soprattutto ridando luce e lustro ad un vitigno quasi dimenticato, il Dolcetto.

Il seme che lega l’uomo al suo territorio era stato gettato, piano piano è tornato a germogliare, una visione diviene realtà, e con essa dagli impianti dei vigneti, ha preso corpo la cantina, adiacente alla villa padronale, che entrerà in produzione con la vendemmia di questo 2021.

La vendemmia

Un’annata che per la cantina Semonte sarà memorabile. La vendemmia è sempre un’emozione, e di anno in anno trasmette sentimenti, ricordi e saperi: fatiche, annate che si raccontano nella bottiglia, eventi che hanno inciso nella produzione di un momento particolare. Il vino diviene memoria da bere e lega le generazioni alla terra, diviene esperienza e cultura in chi lo beve.

Azienda Cantina Semonte

I turisti

I turisti, si muovono oggi per motivazioni ben precise, la voglia di esperienze concrete diventa quasi una filosofia; in Italia, l’enogastronomia insieme all’arte, è un settore fondamentale di attrattiva, capace di regalare ai fruitori esperienze che si fanno ricordo immateriale, ma diventano parte di un bagaglio culturale fondamentale.

C’è più consapevolezza in chi si sposta, e Gubbio è riuscito ad inserirsi in questo ambito, in modo più attento, grazie a Carmela e Ubaldo, che puntano molto su questo segmento turistico, offrendo esperienze in Cantina, degustazioni dei loro vini e serate enogastronomiche che sanno trasmettere i valori di un territorio.

La cantina

La cantina è studiata per rispondere alle moderne metodologie e tecniche di produzione, nel rispetto delle uve e del mosto in trasformazione… in attesa che diventi vino.

I contenitori in acciaio lasciano al vino la sua massima espressione, mentre il vetrocemento lo legano alla tradizione senza interferire troppo organotticamente; fino alla maturazione per la quale sono previsti legni di diversa grandezza, dalla botte in rovere, alle barrique, che lo assecondano in un’evoluzione lenta e gli lasciano la potenza di divenire ciò che il terreno, la stagione e la tenacia dell’uomo gli permettono.

Il tempo accorda nuove note e nuove espressioni, per raggiungere anche le generazioni future in un’impronta di assoluta eleganza e personalità.

Carmela e Ubaldo Colaiacovo

La Famiglia

La lungimiranza della Famiglia è iniziata con l’impianto di vigne nella zona di Semonte, Monteleto e Mocaiana, percorrendo la strada statale siamo immersi in un vigneto ordinato e curato che declivia dolcemente dalle pendici del colle, con un’ottima esposizione a sud; qui sono i vigneti di Dolcetto, ma anche di vitigni internazionali, come il Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, che danno vita al bianco, Monteleto, e al rosso, Cordaro.

A San Marco, a 800 metri viene coltivato il Pinot Noir, che dà il nerbo mascolino e la potenza al Metodo Classico Battista. Carmela e Ubaldo Colaiacovo da dieci anni, sulla scia della volontà del padre, hanno creato una realtà vitivinicola e imprenditoriale che guarda alla qualità dei vini, proiettati nel futuro, con un grande potenziale di evoluzione e pregio.

Isabella Ceccarelli