Donna di grande sensibilità, semplice, cordiale, schietta, mai banale, che sapeva darti un consiglio sincero come una mamma o come una nonna. Ora non c’è più, lascia un grande vuoto, e noi dobbiamo dobbiamo essere all’altezza del suo ricordo, dei suoi insegnamenti e della sua penna senza paura

GUBBIO – E’ venuta a mancare all’età di 83 anni la giornalista Pina Pizzichelli, firma storica del giornalismo regionale e locale, che lascia un’eredità fatta principalmente di competenza e semplicità.

Aveva mosso i primi passi nel giornalismo nazionale negli anni ’60 come corrispondente del Corriere dello Sport, poi un lungo trascorso in Rai regionale, gli anni dell’affermazione e della maturità. Prima collaboratrice di Trg e Rgm fin dagli anni della fondazione della televisione di Gubbio.

Ma anche editorialista dell’Eugubino, di Via Ch’Eccoli, scrisse alcuni articoli anche per Cronaca Eugubina nel 2015 e 2016 nei primi anni della nostra vita editoriale, assieme al professor Adolfo Barbi e don Angelo Fanucci.

Donna di grande sensibilità, semplice, cordiale, schietta, mai banale, che sapeva darti un consiglio sincero come una mamma o come una nonna. Quando ti chiamava per invitarti alle sue trasmissione Radio, era sempre un onore partecipare.

L’abbiamo guardata tutti con grande ammirazione, era una donna capace di farsi rispettare, forte delle sue idee, legata alla città di Gubbio da un’amore profondo e cristallino. L’ha raccontata questa città, come hanno fatto insieme a lei altri grandi protagonisti del giornalismo e del mondo della cultura locali (il professor Nardelli, il professor Chiocci, Giorgio Gini e Adolfo Barbi).

Ora non c’è più, lascia un grande vuoto, e noi dobbiamo dobbiamo essere all’altezza del suo ricordo, dei suoi insegnamenti e della sua penna senza paura.

Francesco Caparrucci