Abbiamo incontrato il Presidente dell’Università dei Muratori Fabio Mariani e il Primo Capitano Eric Nicchi la mattina del 2 maggio 2021, giorno in cui ci sarebbe dovuta essere la discesa dei Ceri in città. Ne è nata un’intervista improvvisata sulla scalea della Basilica.

La Basilica avvolta dalla nebbia la mattina del 2 maggio 2021

Il Primo Capitano Eric Nicchi ha detto: “Dobbiamo vivere questo momento serenamente e con il pensiero rivolto alle persone che soffrono e che hanno sofferto. A tutti coloro che hanno problemi. Nell’ultimo periodo sono scomparsi grandi ceraioli

GUBBIO – E’ avvolta dalla nebbia la Basilica di Sant’Ubaldo nella prima mattina di domenica 2 maggio, quando incontriamo il Presidente dell’Università dei Muratori Fabio Mariani e il Primo Capitano Eric Nicchi, giunti in vetta al Monte Ingino per assistere alla Santa Messa officiata dal Cappellano don Mirko Orsini.

La Festa dei Ceri 2021 è stata annullata dal decreto del Sindaco di Gubbio, ma in Basilica tra i ceraioli non c’è avvilimento, ma la consapevolezza che in futuro si potrà tornare a festeggiare i Santi in sicurezza e con rinnovata felicità.

Il Presidente Fabio Mariani parla “di senso di grande responsabilità da parte di tutto il mondo ceraiolo“. Il Primo Capitano Eric Nicchi dice che “è impossibile fare qualsiasi cosa per la questione Coronavirus“. Poi ricorda il Capodieci Gianfranco Palicca, “ho saputo della sua scomparsa da mia madre e sono molto addolorato. E’ stato un grande ceraiolo”.

Capitano, come vivrà questa domenica in cui ci sarebbe dovuta essere la discesa dei Ceri in città?

Eric Nicchi alza il Pennone in via Saffi nel 2020

In famiglia, dopo la Messa di questa mattina e la visita al Cimitero di Gubbio. Il 15 maggio non possiamo fare nulla per l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, e la data dell’11 di settembre non è neppure da prendere in considerazione. Siamo tutti emozionati dentro, ma allo stesso tempo viviamo questo momento con serenità.

Faccio un esempio, il Vescovo sono due anni che non può fare la Processione del Cristo Morto, che è uno degli appuntamenti storici più importanti della nostra città, ma non per questo chiede di differire la data in un altro momento dell’anno.

E’ un dispiacere enorme anche per lui, come per tutti noi ceraioli. Speriamo che il prossimo anno si possano celebrare pienamente sia la Pasqua che la Festa dei Ceri“.

Lei è un uomo molto popolare in città, che cosa le dicono i ceraioli con i quali parla e si confronta?

Sono tutti molto dispiaciuti, ma da buoni eugubini abbiamo riconosciuto che la Festa non si può fare, che non ci sono le condizioni sanitarie perché si faccia.

Da questo punto di vista dobbiamo dare il buon esempio alle altre Feste e ai bambini che saranno i ceraioli di domani. Sarebbe bello vestire tutti i bambini il 15 maggio per farli crescere con la passione della Festa dei Ceri“.

Una domanda finale che le facciamo sempre: che cosa si sente di dire agli eugubini e ai ceraioli?

Che dobbiamo vivere questo momento serenamente e con il pensiero rivolto alle persone che soffrono e che hanno sofferto. A tutti coloro che hanno problemi. Nell’ultimo periodo sono scomparsi grandi ceraioli. Il sentimento di rispetto che ho nei confronti della Festa dei Ceri, mi fa vivere questo momento serenamente“.

Francesco CaparrucciFotografie Cronaca Eugubina