Per l’occasione erano presenti per la Famiglia dei Santubaldari, il Presidente Avvocato Ubaldo Minelli e il vice presidente Francesco Garofoli, e altri Consiglieri e ceraioli. I Santubaldari si sono occupati della sanificazione della Basilica e del servizio di sicurezza. Don Pietro Benozzi è stato officiato sacerdote il 18 aprile 1971 a Piombino Dese in provincia di Padova

Canonici Lateranensi, don Giuseppe Ganassin e don Pietro Benozzi

GUBBIO – Questa mattina (domenica 18 aprile) in Basilica a Sant’Ubaldo nel corso della funzione religiosa domenicale, è stato celebrato il 50esimo anniversario di Sacerdozio di Don Pietro Benozzi, che sempre nella giornata di oggi ha compiuto 76 anni.

La funzione religiosa è stata concelebrata da Don Pietro assieme a Monsignor Fausto Panfili e Don Giuseppe Ganassin. Da gennaio 2020 i Canonici Regolari Lateranensi sono i Rettori della Basilica di Sant’Ubaldo, prima di loro se ne erano occupati Monsignor Fausto Panfili e don Stefano Bocciolesi.

La Messa si è svolta nel rispetto scrupoloso delle norme anti contagio, con la Basilica che è stata sanificata dai volontari della Famiglia dei Santubaldari, che hanno curato anche la sicurezza e l’afflusso delle persone in Chiesa.

In rappresentanza della Famiglia dei Santubaldari, erano presenti il Presidente Avvocato Ubaldo Minelli e il vice presidente Francesco Garofoli, oltre ad altri membri del Consiglio direttivo e ceraioli.

Il Presidente Ubaldo Minelli

Si è trattato di un momento di grande condivisione spirituale, di riaffermato impegno per la Basilica e per la comunità eugubina. Don Pietro Benozzi è stato officiato sacerdote il 18 aprile 1971 a Piombino Dese in provincia di Padova, mentre oggi è Rettore assieme a Don Giuseppe Ganassin della Basilica dov’è custodito il corpo del Santo Patrono Ubaldo Baldassini.

Don Pietro Benozzi ha svolto il proprio Sacerdozio a Castelfranco Veneto, all’Università Gregoriana di Roma, a Frascati, a Bologna, in un primo momento a Gubbio presso la Parrocchia di Madonna del Ponte, ad Andora, a Verrese in Valle d’Aosta per fare ritorno a Gubbio in Basilica nel 2020.

Su tutte valgano le parole di Tebaldo, Vescovo di Gubbio nel 1160: “Alla morte di Sant’Ubaldo, Gubbio risuonava di canti e risplendeva della luce dei ceri accesi. Tutti invocavano Sant’Ubaldo. Per gli eugubini, quell’anno fu un vero giubileo, pieno di gioia dilagante“.

Francesco Caparrucci