Il suono forte e dolce del Campanone si è diffuso per la città ancora deserta e molti cittadini lo hanno sentito a grande distanza dal centro storico di Gubbio. A mezzogiorno e al tramonto le altre due sonate di festa di Pasqua. Mentre il Cardinale Antonelli ha affidato il proprio messaggio di auguri al Presidente della Famiglia dei Santubaldari Ubaldo Minelli, affinché lo diffonda a tutti i ceraioli e gli eugubini 

Il Campanone di Palazzo dei Consoli

GUBBIO – Un risveglio bellissimo in un momento storico difficile. Questa mattina (domenica 4 aprile) alle ore 8 i Campanari eugubini hanno effettuato la prima delle tre sonate a festa della giornata di Pasqua 2021, la seconda a mezzogiorno e la terza al tramonto.

Il suono del Campanone si è diffuso per la città ancora deserta e per tutta la zona periferica e si è sentito nitidissimo anche molto distante, come ci hanno riferito alcuni cittadini.

Come da tradizione, è arrivato anche il messaggio di auguri del Cardinale Ennio Antonelli, già Vescovo di Gubbio dal 1982 al 1988, che lo ha inviato al Presidente della Famiglia dei Santubaldari Ubaldo Minelli affinché venga diffuso a tutti i ceraioli e agli eugubini.

Nel messaggio di auguri, Antonelli così si rivolge alla comunità eugubina: “Cari amici, la Pasqua celebrata con fede illumina anche la triste e disastrosa pandemia di Covid-19. Gesù crocefisso e risorto ha attraversato con ferma fiducia in Dio padre e con amore misericordioso negli uomini, la terribile prova dell’ingiustizia, dell’odio e della morte. 

Esso offre in qualsiasi situazione, a chi crede in lui e lo accoglie, la forza e la gioia di sperare, di impegnarsi, di donare e perdonare, di costruire rapporti di fraternità e di pace rendendo in qualche modo visibile la sua presenza vivente tra noi…“.

Il Presidente Ubaldo Minelli e il Cardinale Ennio Antonelli

Il Cardinale Antonelli ha ricordato anche Dante Alighieri di cui quest’anno ricorre il settimo centenario della sua morte, che nel canto XXIII del Paradiso rievoca la sua visione del Signore risorto con l’immagine di un sole splendente che dall’alto inonda di luce l’assemblea dei Santi.

Tra questi emerge Maria la coronata fiamma, la moltitudine esulta con lei per la resurrezione di Cristo e canta l’antifona pasquale Regina Coeli.

Il Cardinale Antonelli conclude il messaggio dicendo: “Apriamo il cuore alla gioia di Pasqua e ricordiamoci reciprocamente nella preghiera“.

Ricordiamo che il Cardinale Ennio Antonelli ha ricevuto dalla Famiglia dei Santubaldari nel 2017 il Premio “Civis, Pater, ac Pontifex Ubalde“, che quest’anno per via della pandemia non si è potuto assegnare. In quell’occasione, dopo aver ricevuto il Premio dal Presidente Ubaldo Minelli, il Cardinale Antonelli disse: “Quello tra me e Gubbio è un rapporto caldo, passionale, intenso. Non ho reciso il mio cordone ombelicale con questa città e con voi che la vivete.

A mio parere nessun vescovo di Gubbio può esimersi dall’avere un legame con Sant’Ubaldo, ed è per questo che ricordo ancora l’organizzazione del IX° centenario della sua nascita (1986), nel pieno del mio mandato vescovile, come il momento più alto di devozione ubaldiana che ho vissuto durante la mia esperienza pastorale eugubina.

Giuseppe Sebastiani, Presidente onorario degli Sbandieratori eugubini 

Ubaldo è santo della riconciliazione e della pace ed è vivo, presente in mezzo a noi. Egli ci parla e anche noi possiamo parlare con lui.

Ancora oggi questo suo messaggio di riconciliazione è più che mai attuale e interroga ognuno di noi ad essere operatore di pace, a cominciare da noi stessi e dalle nostre famiglie”.

Il Cardinale Ennio Antonelli è sempre rimasto nel cuore di tutti gli eugubini, prova ne sia che nel 2008 aveva ricevuto dagli Sbandieratori di Gubbio il “Premio Bandiera“, che viene assegnato a persone che hanno saputo rappresentare in maniera nobile l’essere eugubini e i valori a fondamento della nostra comunità.

Anche questo riconoscimento prestigioso quest’anno non si è potuto assegnare a causa dell’emergenza sanitaria in corso. La speranza è quella di tornare presto alla normalità in modo tale da recuperare tutte le tradizioni storiche della nostra comunità locale.

Francesco CaparrucciFotografie Cronaca Eugubina