I saldi invernali sono stati interrotti dalle nuove chiusure, per agganciare la primavera siamo costrette a praticare sconti fino al 70% con margini di guadagno azzerati. Preoccupa la merce invenduta e accumulata in magazzino, non lavorare significa non riuscire a pagare le tasse con un danno erariale anche per il Comune di Gubbio

GUBBIO – L’emergenza sanitaria da Coronavirus ha prodotto una forte crisi economica a livello nazionale, ancora più accentuata nei territori periferici come quello eugubino dove negli ultimi giorni è entrata in vigore la zona rossa, con la chiusura in particolare di gioiellerie, negozi di abbigliamento e calzature.

E’ grande la crisi di questi settori commerciali, che la titolare di un’attività di Gubbio definisce “crisi economica e morale“.

Si tratta di attività eugubine titolari di linee anche esclusive, che questa mattina (giovedì 18 febbraio) hanno telefonato in Comune per far presente il proprio disagio e chiedere che vengano messe in atto tutte le misure possibili per consentire anche a queste attività di tornare a lavorare.

La titolare di un’attività di Gubbio spiega: “Chiediamo di tornare a riaprire i nostri negozi prima possibile, vogliamo stare aperte, anche perché si tratta di negozi molti grandi dove rispettando gli ingressi contingentati crediamo non ci sia alcun rischio di contagio. 

Abbiamo già subito dei grandi danni economici, i saldi invernali erano appena cominciati quando abbiamo dovuto chiudere. Ora, per arrivare alla nuova stagione primaverile, siamo costrette a praticare degli sconti sulla merce invenduta fino al 70% con margini di guadagno praticamente azzerati“.

Un’altra titolare di attività di Gubbio aggiunge: “I mancati incassi di questi giorni ci mettono in difficoltà per il pagamento delle tasse e dei contributi. Guardandoci intorno, constatiamo che le attività sono quasi tutte aperte tranne i settori di abbigliamento e calzature molto penalizzati. 

Andiamo sul concreto e facciamo un esempio: nelle nostre attività entrano mediamente in questo periodo di crisi 10/12 persone al giorno, si tratta di negozi molto grandi, in cui potrebbero entrare fino a 8 persone senza davvero avere alcun problema di distanziamento e spazi. 

C’è un altro problema, i cittadini si stanno disabituando all’acquisto nei negozi, e noi accumuliamo merce invenduta che prima o poi dovremmo pagare“.

Le titolari di queste attività di Gubbio hanno chiamato questa mattina in Comune per esprimere al sindaco Filippo Stirati e all’assessore alle attività produttive Giovanna Uccellani, le difficoltà di questi settori del commercio eugubino messi a dura prova dalla crisi economica attuale.

Francesco CaparrucciFotografie Cronaca Eugubina