Un titolare di un bar di Gubbio: “Non è ammissibile che non ci sia una tutela anche economica del paese”. Un ristoratore eugubino: “Gli eventi non vengono fatti e si risente anche della mancanza dei matrimoni con i numeri degli anni passati

GUBBIO (F.C.) – Gli effetti economici derivanti dall’emergenza sanitaria in atto hanno influito fortemente su molti settori, inizialmente a causa delle innumerevoli limitazioni e degli investimenti a fronte dell’adeguamento alle disposizioni governative e ancor più dopo l’entrata in vigore del nuovo Dpcm del 24 ottobre.

Ogni attività è stata colpita più o meno fortemente dal punto di vista economico con ripercussioni sul tessuto sociale e sul fronte occupazionale, ma il settore maggiormente colpito è quello turistico, con tutti gli operatori che vivono anche in maniera indiretta di turismo e quello del mondo dello sport.

Abbiamo intervistato alcuni titolari di attività del territorio per fare il punto sulla situazione attuale per comprendere quali sono le criticità incontrate, gli obiettivi futuri e le opinioni di chi è stato maggiormente colpito dalle nuove disposizioni.

Turismo

Nello specifico per il settore turistico l’estate 2020 ha mostrato un andamento molto positivo in special modo nei mesi di luglio ed agosto, in alcuni casi anche con un lieve incremento percentuale rispetto all’anno precedente; ovviamente la stagione turistica è partita in ritardo ma tutti gli attori economici del settore quali albergatori, ristoratori e titolari di locali hanno dichiarato questo trend positivo.

Come afferma un titolare di attività: “La stagione estiva è andata oltre le previsioni, rimane la preoccupazione legata agli aumenti dei contagi che potrebbero pregiudicare quello che abbiamo fatto fino ad oggi. Rimane anche la paura del contagio e la mancanza di occasioni di richiamo importanti per il nostro territorio che sono state annullate”.

All’interno di questa cornice i tanti eventi come i matrimoni che sono stati in larga parte annullati hanno impattato negativamente sul settore ristorativo per alcune strutture che hanno visto una diminuzione sostanziale del fatturato come afferma un titolare: “Gli eventi non vengono fatti e si risente anche della mancanza dei matrimoni con i numeri degli anni passati”.

Dal mese di settembre si è assistito ad un drastico calo delle presenze, e con il nuovo Dpcm in vigore dal 25 ottobre che sospende fiere e congressi l’afflusso turistico ha subito un ulteriore freno.

Bar e ristoranti

Le nuove disposizioni sanciscono la chiusura alle ore 18:00 per bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie e tutti i locali che somministrano bevande e alimenti. Queste attività dovranno garantire il servizio al tavolo dalle ore 5:00 alle ore 18:00 e un limite massimo di quattro persone per tavolo, fatto salvo che siano tutti conviventi.

I titolari di attività dichiarano il loro profondo disaccordo verso le nuove disposizioni affermando: “Noi ristoratori abbiamo rispettato tutte le regole per poi ritrovarci a chiudere”. Un titolare di un bar: “Non è ammissibile che non ci sia una tutela anche economica del paese”.

Un altro settore fortemente colpito, fra gli ultimi a riaprire e i primi a richiudere, è quello delle palestre, piscine e impianti sciistici, tranne alcune eccezioni riguardanti il mondo agonistico lo sport ha subito una forte battuta d’arresto.

Palestre

Un titolare di una palestra del territorio ci ha detto: “Lo sport non è un’attività di serie b ed innumerevoli sono i pareri a favore dei benefici che l’attività sportiva dà al benessere delle persone. Personalmente credo che il settore sportivo era controllato e ben gestito, ad oggi la chiusura incentiverà ancor più incontri e assembramenti indisciplinati senza il rispetto delle prescrizioni”.

Associazioni sportive   

Le stesse Associazioni sportive dilettantistiche hanno interrotto il campionato appena iniziato e attendono nuove informazioni per potersi organizzare e riprogrammare la stagione come dichiara il presidente di una squadra di calcio del territorio: “E’ impensabile continuare il campionato nella forma iniziale, il tutto va ripensato e ristrutturato ed attendiamo le decisioni da parte della Federazione. Aspettiamo il mese di novembre per capire se verrà tutto annullato oppure no”.

In serata il Governo ha approvato il Decreto Ristori che mette a disposizione delle attività più colpite dal semi lockdown circa 5 miliardi di euro, che il Presidente Giuseppe Conte ha detto saranno erogati entro il 15 novembre.

Eliana BucchiFotografie Cronaca Eugubina