Intervista al Responsabile Cgil dell’alta Valle del Tevere: “Ad oggi con la pandemia siamo arrivati a Gubbio ad un indice di disoccupazione pari all’11%

GUBBIO – Alessandro Piergentili, storico sindacalista eugubino della Cgil, fornisce un contributo molto importante al nostro approfondimento sul lavoro nel territorio eugubino, con dati che parlano di una realtà economica in difficoltà. Piergentili afferma: “In questo momento è presente un’attivazione di nuovi contratti, ma non compensano quelli persi i primi 4/5 mesi del 2020”.

Qual’è la situazione occupazionale a Gubbio e quali sono i settori maggiormente in crisi?

Piergentili: “La fase post Covid-19 a Gubbio ha lasciato diverse lavoratrici donne in una situazione di disoccupazione in modo particolare gli addetti al settore turistico a causa del termine dei contratti a tempo determinato e delle criticità del comparto turistico.

Anche se il settore della ristorazione ha mostrato qualche segnale di vitalità non hanno recuperato il fatturato e l’occupazione dello stesso periodo del 2019. In aggiunta si sono accentuate le problematiche nelle aziende manifatturiere e per i relativi dipendenti il mancato rinnovo dei contratti a termine o la proroga della cassa integrazione.

In linea generale nell’area eugubina assistiamo ad un incremento dei licenziamenti come andamento complessivo di tutta la regione. Infine una situazione di criticità è vissuta anche da alcune aziende del tessile e dell’abbigliamento, in particolare per quelle che hanno mercati locali”.

Rispetto al 2019, il numero dei disoccupati eugubini è aumentato?

Piergentili: “Assistiamo ad un incremento di circa il 35% di disoccupati nel primo quadrimestre del 2020 rispetto al 2019, ovvero persone che hanno perso il lavoro nei primi 3/4 mesi del 2020 a fronte di circa 300 persone di varie aziende collocate in cassa integrazione, di cui un 60% dopo il mese di maggio ha ripreso l’attività lavorativa.

Nel corso del 2019 avevamo avuto un decremento dell’indice di disoccupazione che si aggirava intorno al 9%, ad oggi con la pandemia siamo arrivati ad un indice di disoccupazione pari all’11%.

In questo momento è presente un’attivazione di nuovi contratti, ma non compensano quelli persi i primi 4/5 mesi del 2020. Quindi i dati sulla disoccupazione risentono ancora poco dell’attivazione di nuovi contratti di lavoro”.

In conclusione, che cosa si è lasciato dietro di se il Coronavirus, dal punto di vista sociale e del lavoro, con riferimento soprattutto al lockdown e alla difficile ripartenza?

Piergentili: “Posso fornire dei dati relativi alla Camera del Lavoro di Gubbio, dove fissiamo circa 24 appuntamenti al giorno, di cui il 40% per problematiche sociali e del lavoro legate proprio al lockdown e alla ripartenza. Si rivolgono ai nostri uffici molti giovani dai 25 ai 40 anni e tanti cittadini stranieri, sempre nella stessa fascia di età.

Sono persone che si rivolgono a noi per chiedere informazioni circa il reddito di emergenza, l’accesso ai bonus Inps e Agenzia delle Entrate, molti anche i titolari di partite iva.

Durante l’estate abbiamo avuto richieste anche per i bonus vacanze e bonus baby sitter, e più recentemente molte domande di informazione sul bonus 110% ristrutturazione edilizia varato dal Governo“.

Eliana Bucchi Fotografie Cronaca Eugubina