Gli uomini partivano da Monteleto con il gioco della “Boccetta”, proseguivano per i Cerquoni, attraversavano il Borgo basso, scendevano verso la vecchia statale Pian d’Assino all’incrocio dell’osteria di “Veleno”, l’attraversavano e continuavano il gioco lungo la strada bianca che conduceva all’osteria di “Giuannetto” a Belardello

La “Boccetta” al Borgo Basso (foto di repertorio)

GUBBIO – Viviamo un periodo storico difficilissimo, caratterizzato dall’emergenza Coronavirus, che ha profondamente inciso su tutti gli aspetti della vita quotidiana, dalle relazioni al lavoro, alla vita associativa, allo sport, alle tradizioni storiche e culturali, tutto è improvvisamente cambiato.

Il Lunedì dell’Angelo, giorno di Pasquetta, a Monteleto e Mocaiana si giocava a “Boccetta“, un’antichissima tradizione di festa, tramandata di generazione in generazione, che vedeva direttamente impegnati gli uomini al gioco, ma con la partecipazione di tanti abitanti del posto, dalle donne ai ragazzi e ragazze più giovani.

E’ Pino Berettoni a parlarcene, visto che in questi giorni sta pubblicando nei social fotografie storiche, in ricordo delle tradizioni dei centri abitati di Mocaiana e Monteleto.

Gianni Fioroni, Presidente della Proloco Mocaiana, impegnato nel tiro della “Boccetta” (foto di repertorio)

La “Boccetta” era un gioco semplice, che consisteva nel lanciare una boccia di ferro lontano con un tiro simile a quello del gioco delle bocce. Ci si divideva per squadre di 5/6 giocatori. Le squadre erano formate dai capi squadra, che “tiravano a morra” e sceglievano i componenti della propria squadra.

L’abilità dei giocatori consisteva, nel rispetto delle regole del gioco, nel lanciare la “Boccetta” più lontano degli altri giocatori. Era un gioco itinerante, lungo le strade asfaltate e quelle sterrate di Mocaiana.

L’esposizione del Santissimo 

Nella Chiesa di Monteleto, il Lunedì dell’Angelo, era tradizione esporre il Santissimo, che anticamente veniva visitato il lunedì dagli uomini e il giorno successivo dalla donne.

Tutti ricordano ancora le figure storiche di don Orfeo e don Graziano, che sono stati dei veri e propri punti di riferimento per la popolazione locale, anche in anni di difficoltà economiche e sociali, subito dopo la guerra e almeno fino agli anni ’70.

Le alici sotto sale da “Giuannetto”

Durante la giornata, gli uomini partivano da Monteleto con il gioco della “Boccetta“, proseguivano per i Cerquoni, attraversavano il Borgo basso, scendevano verso la vecchia statale Pian d’Assino all’incrocio dell’osteria di “Veleno“, l’attraversavano e continuavano il gioco lungo la strada bianca che conduceva all’osteria di “Giuannetto” a Belardello, dove per festeggiare si mangiavano le alici sotto sale con la crescia di Pasqua.

Al passaggio degli uomini attraverso i borghi e le case sparse intorno a Mocaiana, che si trovavano lungo il percorso della “Boccetta“, le donne e gli uomini uscivano di casa per assistere al gioco, posizionandosi a lato della strada. Col passare degli anni, complice anche l’emigrazione in tempi di difficoltà economiche, la tradizione della “Boccetta” si interruppe.

La “Boccetta” nei primi anni 2000 a Mocaiana

La rievocazione

Un gruppo di cittadini di Mocaiana, l’ha riscoperta nei primi anni 2000, quando tutti gli anni fino al 2013 si tenne una rievocazione della “Boccetta” il giorno di Pasquetta.

Le fotografie che pubblichiamo in questo articolo risalgono a circa 20 anni fa, alla “rievocazione della Boccetta“, e sono state messe a nostra disposizione da Pino Berettoni, che fu uno degli animatori della riscoperta di questa tradizione storica.

La rievocazione, non si concludeva più all’osteria di “Giuannetto”, che nel frattempo era stata chiusa, ma nella casa in aperta campagna di “Balucchino“, dove c’era una grossa quercia e l’aia, dove i giocatori terminavano la giornata mangiando alici sotto’olio e crescia di Pasqua come da tradizione.

Francesco Caparrucci Fotografie di repertorio di Pino Berettoni