La Presidente dell’Associazione La Medusa: “Ma in uno scenario di positività, bisogna guardare avanti e pensare che si potrà ripartire e recuperare, lasciandoci alle spalle questo momento caotico e oppressivo potendo in estate magari, godere delle nostre chiese, dei nostri monumenti, parchi, ville, e musei

La storica dell’arte Elisa Polidori

GUBBIO – Proseguono le interviste di Cronaca Eugubina a rappresentanti locali delle Istituzioni, dell’arte e cultura, dell’associazionismo per fare il punto in un momento storico così difficile, caratterizzato dall’emergenza Coronavirus, sulle attività che erano in programma e che sono state sospese per effetto dei Decreti governativi.

Oggi è la volta della Presidente dell’Associazione culturale “La Medusa“, Elisa Polidori, storica dell’arte e profonda conoscitrice dell’arte moderna.

Le attività Museali e artistiche dell’associazione “La Medusa”, di cui lei è Presidente, sono sospese in ottemperanza dei decreti governativi sull’emergenza Coronavirus. Come vive da casa l’arte, una persona come lei abituata ad un impegno quotidiano tra gli artisti e il mondo delle Istituzioni?

Si, le nostre attività sono ovviamente tutte sospese in ottemperanza al decreto ministeriale, abbiamo attivato tutte le modalità di lavoro da casa per garantire una continuità generale dell’ente e mantenere un profilo adeguato anche attraverso i mezzi social, per dare un servizio di informazione sulle collezioni e sulle strutture da noi gestite.

La mancanza di contatti diretti per il nostro settore è difficile da metabolizzare e gestire, rende più complessa la macchina organizzativa, ma gli strumenti informatici aiutano indubbiamente a non subire un blocco eccessivo delle attività“.

Elisa Polidori al Museo della Ceramica

Una domanda che abbiamo posto anche all’artista eugubino Toni Bellucci. Questo momento storico di emergenza, ha cambiato o sta cambiando per esempio il suo approccio all’arte?

E’ logicamente prevedibile che cambieranno anche a lungo termine molti aspetti, sia quello della fruizione dei luoghi, sia il concetto di approccio all’arte.

Ci sarà un senso credo di responsabilità maggiore verso la fruizione del patrimonio, che a volte nel nostro Paese viene data per scontata ed accessoria e ci sarà un maggior ricorso all’utilizzo della tecnologia per raggiungere più persone possibili, questa per necessità, avrà un nuovo e preponderante ruolo.

Gli Uffizi, notoriamente restii alla tecnologia, hanno aperto la prima pagina facebook, questo già la dice lunga sul futuro della fruizione“.

Elisa Polidori

Tante erano le mostre e i progetti in cantiere da parte dell’associazione “La Medusa” per la primavera 2020, periodo in cui avete ripreso l’attività dopo la sosta di gennaio e febbraio. Come saranno recuperati questi appuntamenti? State lavorando ad un nuovo calendario?

Come da anni ormai, noi lavoriamo durante l’anno solare al calendario degli eventi dell’anno successivo, e dunque avevamo una scaletta fittissima di eventi ed iniziative già per tutto marzo, che naturalmente hanno subito una variazione significativa.

Questo non vuol dire che si valuta l’annullamento, anzi stiamo lavorando in questi giorni ad una rimodulazione e a degli slittamenti fisiologici. Difficile ora fare una previsione veritiera, in un ottica ottimistica, pensando anche a misure di contenimento con ingressi contingentati ed altro, speriamo che in base ai decreti che usciranno dopo il 3 aprile 2020, possiamo già risanare il calendario da maggio.

E’ importante avere un piano strategico di azione applicabile nell’arco di pochi giorni, per poter ripartire e dare un servizio adeguato. Vedremo certamente gli sviluppi di questo enorme evento che sta sconvolgendo ogni settore, ancora difficili da prevedere“.

Una mostra ai Laici

Dai tanti artisti che avete ospitato a Gubbio nelle vostre sedi museali, vi è giunto un messaggio particolarmente apprezzato che intendete rendere pubblico?

Noi restiamo sempre in contatto con gli artisti che vengono ad esporre nelle nostre strutture, e li stiamo sentendo anche in questi giorni.

Attualmente abbiamo allestite all’interno della Chiesa di Santa Maria dei Laici e Santa Maria Nuova le mostre di Giammarco Puntelli del progetto Infinity Academy, e lavoriamo giornalmente a dei focus sulle opere e sugli artisti.

Questo viene molto apprezzato da loro, perché è una corda che non si spezza, un segno di continuità importante. Dalle pagine facebook del Museo Diocesano invece lavoriamo alla comunicazione sulle collezioni ecclesiastiche che abbiamo l’onore di gestire e valorizzare, in rete anche con tutti i Musei Ecclesiastici dell’Umbria, con i quali direttori e responsabili, siamo costantemente in contatto“.

Associazione culturale “La Medusa” (foto di repertorio)

Lei è mamma e anche storica dell’arte, come concilia in questo momento storico le due cose?

Da mamma posso solo umanamente dire che si vive in una bolla, in uno stato di sospensione temporale che indubbiamente destabilizza e preoccupa, difficile spiegare ad un bambino perché non può uscire, perché non può andare al parco.

E’ difficile per noi genitori questo momento, uno scenario che un mese fa era impensabile, ma dobbiamo mantenere una normalità quanto più possibile invariata.

Da Storico dell’Arte ho molte preoccupazioni, il settore culturale subirà senza dubbio un enorme contraccolpo, uno scenario di precarietà che sarà difficile gestire se l’emergenza dovesse costringere alla chiusura protratta ancora per molto.

Il settore pubblico tutto dovrà muoversi unanimemente per chiedere al governo e all’Europa, misure specifiche per il settore culturale perché uno stop prolungato porterà a degli scompensi enormi per i grandi musei e per le grandi strutture culturali del paese, ma più specificatamente per le piccole realtà soprattutto come la nostra che provengono dal terzo settore, che già normalmente si destreggiano tra burocrazia ed incertezza economica.

Ma in uno scenario di positività, bisogna guardare avanti e pensare che si potrà ripartire e recuperare, lasciandoci alle spalle questo momento caotico e oppressivo potendo in estate magari, godere delle nostre chiese, dei nostri monumenti, parchi, ville, e musei.

Ma ora il pensiero comune e il fare comune deve essere solo ed esclusivamente volto all’applicazione ligia delle regole del decreto attuale, la salute pubblica è il principale obiettivo di tutela che ognuno di noi dovrebbe avere“.

Francesco Caparrucci Fotografie di repertorio