Claudio Rossi: “Da ragazzo mi piaceva molto giocare a calcio. A 20 anni giocavo attaccante nella squadra del Duomo, ai tempi in cui abitavo in via Galeotti. Frequentavo la parrocchia di Santa Maria al Corso, il parroco era don Rolando Biancarelli, che ci preparava sempre ottimi pranzi
Gianluca Rossi: “Abbiamo un Presidente che è il numero uno, che va incontro alla piazza per far tornare i tifosi allo stadio. Io sono convinto che ci divertiremo, e che l’obiettivo possono essere i play off

Presentazione ufficiale As Gubbio 1910

GUBBIO – “Una grande passione per il calcio e i colori rossoblù, ma anche per la Roma e la Juventus. Io, infatti, tifo Gubbio e giallorrosso mentre mio padre tifa Gubbio e bianconero.

Quindi in famiglia c’è anche un po di rivalità, anche se negli ultimi anni ha vinto sempre mio padre“, racconta con il sorriso sulle labbra Gianluca Rossi, riferendosi in questo caso ai tanti scudetti vinti dalla Juventus negli ultimi anni.

Abbiamo incontrato Claudio (63 anni) e Gianluca Rossi (26 anni) agli “Angeli“, in una soleggiata e calda mattina di agosto, per una colazione intervista. Padre e figlio uniti da un rapporto speciale, che trova nella passione condivisa per il calcio un rafforzamento della loro unione.

Quando parlano sembra che lo facciano ad un’unica voce, hanno lo stesso modo gentile ed educato di fare, lo stesso sorriso. Li abbiamo incontrati per parlare di calcio (la loro grande passione)  e dei colori rossoblù (erano in prima fila alla presentazione ufficiale del Gubbio calcio in Piazza Bosone martedì 13 agosto).

Sorseggiando il caffè, i Rossi ci raccontano la loro storia di tifosi rossoblù. Noi li abbiamo ascoltati con piacere, senza interromperli con domande, e di seguito riportiamo la chiacchierata tra padre e figlio.

Claudio e Gianluca Rossi

Gianluca: “Sono tifoso rossoblù da sempre. Mi ricordo che vidi la prima partita al “Barbetti” contro il Cuoiopelli Cappiano, terminò in pareggio. In trasferta non vado, sono più un tifoso casalingo. Ho sempre seguito la squadra, mi ricordo che anni fa ero un assiduo ascoltatore delle telecronache radio di Valentino Cesarini. 

Le mie due grandi passioni sono il Gubbio e la Roma. Anni fa con il babbo abbiamo deciso di abbonarci allo stadio, erano i tempi della serie B, è stata una grande gioia vincere il campionato di C1.

In famiglia, mia madre non è una sportiva mentre il nonno parteno Vittorio è stato un grande tifoso della Nazionale Italiana.  Diciamo che l’amore per il calcio l’ho ereditato da lui“.

Claudio: “Da tanti anni io e Gianluca andiamo allo stadio per seguire la squadra rossoblù. Ora vi anticipo una cosa che sto per realizzare, nei prossimi giorni farò delle opere di manutenzione sull’Ape, così ho deciso di pitturarlo rossoblù in onore dei colori sociali dell’As Gubbio 1910“.

Gianluca: “Quest’anno mi pare di aver sentito un po troppe critiche sulla squadra e alla Società. Abbiamo un Presidente che è il numero uno, che va incontro alla piazza per far tornare i tifosi allo stadio. Io sono convinto che ci divertiremo, e che l’obiettivo possono essere i play off. 

Lo stadio “Barbetti” in Gubbio-Albinoleffe

Per adesso ho visto molto bene il giovane Tavernelli e il capitano Malaccari. Mentre, devo dire la verità, mi è dispiaciuto molto della cessione di Matteo Piccinni, il capitano con anni di esperienza sulle spalle ma questo è il calcio di oggi. Cesaretti potrebbe fare la differenza, assieme Gondo se il presidente ci regala questo grande acquisto“.

Claudio: “Da ragazzo mi piaceva molto giocare a calcio. A 20 anni giocavo attaccante nella squadra del Duomo, ai tempi in cui abitavo in via Galeotti.

Frequentavo la parrocchia di Santa Maria al Corso, il parroco era don Rolando Biancarelli, che ci preparava sempre ottimi pranzi. Io penso che abbiamo iniziato bene quest’anno, e che sarà un campionato positivo. Il Presidente è bravo e saprà guidare al meglio la Società“.

Francesco CaparrucciFotografie Cronaca Eugubina