Al Teatro “Ronconi” e alla “Sperelliana” la Festa delle Tavole di Gubbio “Sulle orme degli antichi Umbri”

In apertura dei lavori alla Sperelliana, è stata ricordata da Augusto Ancillotti e Romolo Cerri la figura storica di Furio Boccolini, socio fondatore Irdau e della Famiglia dei Santantoniari, recentemente scomparso, definito “persona molto generosa

GUBBIO – Si è tenuta a Gubbio nel fine settimana la Festa delle Tavole (“Sulle orme degli antichi Umbri“), con lo spettacolo venerdì sera al Teatro “Ronconi” intitolato “Le parole venute dal passato” del gruppo teatrale “Carlo Nardelli”, regia di don Mirko Orsini, lavoro liberamente ispirato al libro del glottologo e studioso delle Tavole Eugubine Augusto Ancillotti.

Mentre sabato 13 luglio, alla Biblioteca Sperelliana si è tenuta la tavola rotonda ‘Gli Umbri e le altre genti dell’italia antica” con gli interventi molto qualificati di Paolo Poccetti, Beatrice Barbi, Alberto Calderini, Riccardo Massarelli e Marco Montedori.

Il ricordo di Furio Boccolini 

In apertura dei lavori alla Sperelliana, il professor Augusto Ancillotti ha affermato: “Abbiamo creato degli spazi dove i ricercatori possono presentare i loro lavori e farsi le ossa. Ricordiamo Furio Boccolini, eugubino socio fondatore di Irdau e Famiglia dei Santantoniari, si tratta di una di quelle persone che vanno ricordate“.

E’ poi salito sul palco Romolo Cerri che, con una breve lettera, ha ricordato la figura storica di Furio Boccolini, recentemente scomparso, definito “persona molto generosa“.

Il professor Augusto Ancillotti

La tavola rotonda alla Sperelliana 

Riportiamo di seguito alcuni estratti dalla tavola rotonda tenutasi alla Sperelliana, scusandoci in anticipo per eventuali errori dovuti alla trattazione di argomenti molto “tecnici” e di notevole spessore storico e culturale.

La prima relazione è stata quella di Riccardo Massarelli, intitolata “Etrusco e umbro, fenomeni di contatto“. E’ stato detto che sicuramente gli Etruschi facevano parte del tessuto cittadino della Gubbio antica, sono invece pochi i vocaboli in comune tra umbro ed etrusco. Ad esempio, una è la parola “spanti” che significa “piatto“, l’altra “maru” che indica una carica magistraturale.

La seconda relazione è stata quella di Marco Montedori, intitolata “Gli Umbri e le altre genti dell’Italia antica“, che vengono ricordate nelle Tavole Eugubine. Sono cioè citate etnicità straniere come i Tadinati, gli Etruschi, i Naharco, i Sabini e gli Iabusco della zona adriatica dell’est.

La ricercatrice eugubina Beatrice Barbi

La terza relazione è stata quella della ricercatrice eugubina Beatrice Barbi, intitolata “L’introduzione della lingua e della scrittura latina in Umbria“. Sono state prese in considerazione e spiegati, il significato della stele di Trevi in località Bovara (mercato dei buoi), del secondo secolo avanti Cristo che testimonia la presenza della lingua latina in Umbria, lungo la via Flaminia.

E’ stato spiegato anche il significato del blocco lapideo da San Pietro in Flamignano a Foligno, delle coppe a vernice nera del Santuario di Cupra a Colfiorito, realizzate a Roma.

La quarta relazione è stata quella di Alberto Calderoni, che ha parlato del ritrovamento nella zona di Gualdo Tadino dell’iscrizione “trita” (cioè terza) su un piattino del corredo di una tomba nobiliare. L’ipotesi storica è che si possa trattare di una sepoltura di una persona di etnia celtica o balcanica. Il riferimento è agli Iapodi di cui si parla nelle Tavole Eugubine.

Hanno concluso la tavola rotonda gli interventi molto qualificati dei professori Diego Poli (Ordinario di Glottologia presso l’Università di Macerata), e Paolo Pocetti dell’Università di Roma Tor Vergata.

Il professor Diego Poli, in particolare, si è soffermato sulla spiegazione dell’importanza storica della stele di Todi (stele, tomba o cippo di confine) scritta in latino e gallico, e di quella della pietra di Vercelli.

Francesco CaparrucciFotografie Cronaca Eugubina 

domenica 14 luglio 2019 - 14:06|Articoli, Cultura e Spettacolo|