Intervista all’atleta di triathlon Matteo Fagiani. “Il mio sogno è partecipare all’Ironman 2020 di Cervia”

Matteo Fagiani: “Il triathlon è uno sport di resistenza fisica e soprattutto mentale. Tutti gli sport endurance hanno bisogno di un allenamento bilanciato fra fisico e testa

Matteo Fagiani

GUBBIO – Un ragazzo discreto, educato, impegnato in diversi campi della vita. Ma anche un grande sportivo, un amante vero dello sport. Un amore quello per le discipline sportive che lo ha portato dall’atletica al triathlon. Stiamo parlando di Matteo Fagiani, che a Cronaca Eugubina racconta i sacrifici e le gioie legate ai suoi impegni sportivi.

Cosa ti ha avvicinato al triathlon?

Nasce tutto da una scommessa con il mio amico Alessandro, triatleta di Gubbio che vive a Marostica, regalarsi per i 40 anni un Ironman. Un ironman significa poco per chi non sa di cosa si tratta ma significa tanto per coloro che praticano. Un ironman sono 3,9 km di nuoto 180 km di bici e 42,195 metri di corsa tutto fatto in maniera continuativa. È la gara delle gare…quella che si fa una volta nella vita“.

Che approccio hai avuto con questo sport?

Io sono un praticamente della corsa su strada, ma anche un discreto ciclista, il problema che avevo avanti a me all’inizio era ed è tutt’ora il nuoto. Piano piano con dei corsi individuali ho iniziato a nuotare aumentando la distanza sempre di più cercando di migliorare la tecnica. Devo ammettere che iniziare quasi da zero è stato un grande stimolo“.

Cosa significa fare triathlon?

Nuoto bici e corsa fatto di continuo. Il triathlon è uno sport di resistenza fisica e soprattutto mentale. Tutti gli sport endurance hanno bisogno di un allenamento bilanciato fra fisico e testa. Fare triathlon significa pure seguire un adeguata alimentazione e cercare di superare di volta in volta i propri limiti. Fare triathlon significa che durante una gara l’avversario principale da battere è se stessi per cercare di raggiungere i propri obbiettivi“.

L’atleta eugubino Matteo Fagiani

Come ti alleni?

C’è bisogno di un attenta preparazione e soprattutto di un buon allenatore che sappia farti recuperare dagli allenamenti più faticosi e che conosca bene il tuo fisico in modo da allenare al meglio tutte e tre le discipline.
Poi c’è da fissare le date ad inizio stagione in modo da arrivare preparati alle gare. È una disciplina dove per prepararsi ci vogliono diversi mesi“.

Pensi che sia lo sport del futuro?

Penso che sia uno sport in continua crescita come numero di praticanti e in continua evoluzione come tecniche di allenamento. Ogni gara è organizzata in maniera spettacolare e diventa una festa per la città ospitante, questo attrae moltissimo e stimola sempre più la partecipazione di atleti. Anche a Gubbio ormai siamo una decina, abbiamo cominciato a fare qualche allenamento di gruppo e sono convinto che il numero aumenterà. Abbiamo anche due ragazzi (Marco e Adriano) che il prossimo anno parteciperanno all’ironman di Cervia“.

Cosa ti aspetti dal futuro? Quali programmi hai?

Dopo aver fatto la mia prima esperienza al mezzo Ironman dell’isola d’Elba, ho programmato per la stagione 2019 diverse gare fra cui uno sprint (750 mt nuoto 20 km bici e 5 km corsa) a maggio a Riccione, poi 2 olimpici (1,5 km nuoto 40 km bici 10 corsa) a Bardolino e Senigallia infine un mezzo ironman (1,9 km nuoto 90 km bici 21,095 km corsa) a Zell am See in Austria a fine agosto“.

Il sogno?

Riuscire a preparare e a concludere, magari con un buon piazzamento, insieme al mio amico Alessandro l’Ironman 2020 di Cervia“.

venerdì 30 novembre 2018 - 19:29|Articoli, Sport|