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Crisi economica e occupazionale. Le opinioni dei cittadini: “Siamo il Comune con le imposte più alte“, “I giovani laureati se ne vanno da Gubbio“, “Ci sono più fabbriche a Sigillo e Fossato di Vico che a Gubbio“, “Difficoltà anche nel turismo, dove servono eventi per portare gente a Gubbio“, “Chi non guadagna non spende

Foto Piazza Grande

Piazza Grande e Palazzo dei Consoli

GUBBIO (F.C.) – Nei giorni scorsi, lInfodata de “Il Sole 24 Ore” ha rielaborato i dati forniti dal Dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia relativi alle dichiarazioni dei redditi 2017 con anno d’imposta 2016, di cui aveva dato notizia anche Cronaca Eugubina.

Lo studio si era diviso in due categorie: la percentuale di cittadini che hanno dichiarato un reddito imponibile al di sotto dei 10.000 euro e coloro che hanno dichiarato un reddito imponibile al di sopra dei 55.000 euro.

Il dato che era saltato più all’occhio era la percentuale relativa ai cittadini che hanno dichiarato un reddito inferiore a 10.000 euro, che a Gubbio è del 31,07%, dato che supera la media nazionale di 29,13% e che si è dimostrato peggiore rispetto a quello di città come Gualdo Tadino, Perugia, Umbertide, Foligno, Assisi, Spoleto, Terni, Orvieto e Città di Castello.

A tal proposito, Cronaca Eugubina ha intervistato alcuni cittadini e commercianti per avere la loro opinione relativa ai questi dati sulle dichiarazioni dei redditi, su quali potrebbero essere i motivi di questa crisi e sulle possibili soluzioni.

Foto Piazza Quaranta Martiri

Gubbio, Piazza Quaranta Martiri

Le opinioni dei cittadini

Pasquale Di Bacco (imprenditore dei trasporti): “La città di Gubbio purtroppo è morta, i cittadini non riescono ad andare avanti, soprattutto se si evidenziano le difficoltà delle attività commerciali e della famiglie, i cui componenti non hanno lavoro. Non solo Gubbio, ma tutta l’Umbria ha una percentuale di povertà che va dal 25 al 30 % che è alta.

Già due anni fa dissi che Gubbio e i Comuni della Fascia erano in grande difficoltà, quando dicevo che i trasporti in Umbria registravano un -52% era la realtà perché in particolare a Gubbio non c’è movimento, non ci sono sbocchi.

Difficoltà che sono presenti anche nel turismo, infatti non è aumentato e la gente si ferma solo per un giorno perché non ci sono attività ed eventi che danno movimento alla città anche di sera. Quindi i turisti un anno vengono e l’anno dopo scelgono un’altra città”.

Foto Corso Garibaldi

Corso Garibaldi

Claudio (titolare Bar nel centro storico): “Il calo delle affluenze turistiche qui a Gubbio sicuramente si rispecchia anche sul dato della povertà, è normale a mio avviso. In una città turistica come Gubbio questa è la ragione principale, nei mesi come agosto e maggio ad esempio ha influito molto.

Poi ci sono anche altri fattori, ad esempio l’impoverimento della gente di Gubbio, dato anche dal calo del lavoro che ho comunque notato nel mio lavoro.

Ci sono clienti che prima facevano delle spese e ora ne fanno altre. Sono i due aspetti che balzano di più all’occhio, che in particolare noto perché lavoro principalmente con una clientela eugubina. Non sarà facile tornare a 10-15 anni fa, però l’incremento del lavoro potrebbe essere una soluzione perché tanto chi non guadagna non spende, così potremmo riassumere il tutto.

Se il ceto medio si impoverisce o arricchisce lo sento anche io avendo un locale pubblico. Per quanto riguarda l’Amministrazione comunale magari la possibilità di riportare qualche attività in questa zona perché sennò siamo completamente tagliati fuori”.

Foto Teatro romano

L’erba alta di una parte del parco del Teatro romano

Adriano Vergari (dipendente statale): “La crisi a Gubbio c’è perché ci sono molte più fabbriche in città come Fossato e Sigillo che qui a Gubbio. Principalmente la crisi è data dalla mancanza del lavoro.

Non è facile trovare soluzioni, creare posti di lavoro è difficile, bisognerebbe inventarsi qualcosa anche nell’ambito turistico visto che altre città sono più visitate rispetto a Gubbio che è bellissima.

Ad esempio ad Assisi sono più attrezzati rispetto a noi, dopo ci sono delle mancanze, spesso mi chiedono di vistare la Chiesa di via Nelli e invece è sempre chiusa quindi non c’è neanche tanta organizzazione”.

Foto Gubbio

Gubbio

Luca (edicolante): “Il discorso è uno, la situazione economica di un Paese si rispecchia nel governo che uno ha, in generale sono 10 anni che non si investe più, i giovani dell’età nostra non hanno lavoro, le cose sono due o si fa un investimento come ho fatto io o sennò fanno lavori saltuari. Di sicuro così non si risolve la crisi.

Se lo Stato avesse provato ad investire sulle piccole imprese o incentivare e dare il lavoro ai giovani sarebbe stato diverso.

Un’Amministrazione comunale di città come la nostra con meno di 40.000 abitanti hanno un po’ le mani legate, i soldi sono quello che sono, non è che mi aspetto che trovi posto per 40.000 persone. Hanno una colpa marginale da questo punto di vista, anche se siamo il Comune con le imposte più alte”.

Foto San Martino

San Martino a Gubbio

Luciano (pensionato): “Secondo me i ragazzi se ne stanno andando tutti perché non c’è il lavoro, poi mi chiedo ‘E’ possibile tenere una città in questo modo?’, un nostro amico ci diceva i giorni scorsi che bisognerebbe chiamare il Sindaco di Umbertide perché lì lavorano tutti, anche ragazzi di Gubbio. Qui se chiudono le cementerie è un grande problema.

Poi chi viene dice che la nostra città è molto bella, ma comunque è sporca anche se siamo un po’ maleducati anche noi. Se vogliamo essere una città turistica, servirebbero i servizi, ad esempio igienici, perché chi arriva deve sempre entrare negli esercizi commerciali e poi ci sono diverse persone che non lavorano che potrebbero aiutare a mettere a posto la città.

E poi di creare posti di lavoro, perché i giovani, anche laureati, stanno andando tutti fuori città”.

Di Ilaria Stirati – Fotografie Cronaca Eugubina