L’assessore regionale Fernanda Cecchini: “Ogni anno ho potuto notare quanto la vostra comunità hanno cura di questo ricordo, non tanto come un momento che vuole rispolverare una pagine della storia, ma come un’azione moderna e costante per dire no alle cattiverie, alla negazione di diritti

GUBBIO (F.C.) – Durante le celebrazioni per il 74° anniversario dell’eccidio dei Quaranta Martiri, era presente con una piccola delegazione anche Luca Ialuna il vice sindaco di Mirto, città siciliana che ha dato i natali ad uno dei Quaranta Martiri Giovanni Zizolfi.

Oggi ha dichiarato Luca Ialuna è una giornata di silenzio, riflessione, la comunità di Gubbio ha vissuto momenti drammatici. Abbiamo iniziato questo percorso due anni fa e stiamo avendo risultati importanti, porto l’esperienza di Mirto, abbiamo dedicato una scuola a Giovanni Zizolfi.

Non conoscevamo la sua storia, abbiamo scoperto che qui a Gubbio rappresentava le istituzioni, lo Stato e su questo i ragazzi hanno fatto un gran lavoro. Adesso considerano Giovanni Zizolfi uno di loro e anche per noi è la stessa cosa, un grande lavoro è stato fatto con l’associazione Quaranta Martiri e posso considerare ormai la città di Gubbio come una seconda casa“.

All’esterno del Mausoleo sono anche intervenute la presidente dell’associazione Famiglie dei Quaranta Martiri Laura Tomarelli e l’assessore regionale Fernanda Cecchini, presente in rappresentanza della Regione Umbria.

La storia e la coscienza ha affermato Laura Tomarellihanno dato il loro verdetto condannando questi episodi di crudeltà disumana, ma conoscere e ricordare è necessario per evitare che verifichino ancora. E’ fondamentale vincere tutti quegli scetticismi che spesso ci inducono a pensare che la solidità della pace sia impossibile da attuare.

Troppo spesso si confonde la parola pace con arrendevolezza, debolezza, rinuncia al diritto e alla giustizia, in realtà rappresenta l’esatto contrario e noi da questo luogo vogliamo dirlo con coraggio, forza e determinazione. Solo con la pace possiamo dare risposte a crimini come questo, crimini contro civili inermi e innocenti, crimini che hanno cambiato per sempre i connotati di questa città, impedendo il raggiungimento di una memoria condivisa”.

Ogni annoha dichiarato l’assessore regionale Fernanda Cecchiniho potuto notare quanto la vostra comunità hanno cura di questo ricordo, non tanto come un momento che vuole rispolverare una pagine della storia, ma come un’azione moderna e costante per dire no alle cattiverie, alla negazione di diritti.

Fanno bene il Comitato delle famiglie e l’Amministrazione ad onorare questa giornata sia con il coinvolgimento dei giovani sia con la cura di questo luogo, che rappresenta una cura della memoria eugubina che costantemente viene tenuta nel migliore dei modi. Siamo un grande popolo perché siamo capaci di tenere insieme valori importanti“.

Mentre il Sindaco Stirati ai microfoni di Cronaca Eugubina ha dichiarato: “Noi viviamo questa commemorazione in maniera rinnovata, autentica e molto vera. Non è un rito stanco che si ripete o che si propone retoricamente.

E’ una vicenda che ha segnato profondamente i familiari, le persone che sono state direttamente toccate per questo eccidio nazista assolutamente brutale, ma al tempo stesso ha segnato tutta la nostra comunità che da quella vicenda ha ricostruito un insieme di valori, ispirati da un sentimento di giustizia, pace e riconciliazione che si può perseguire soltanto ristabilendo le verità storiche, la giusta distinzione tra chi si è macchiato di questo efferato eccidio e tra chi ne è stato vittima.

La vicenda dei Quaranta Martiri rappresenta sempre per noi un punto di riferimento valoriale assolutamente inestimabile. Credo che noi, soprattutto pensando ai giovani, al loro senso della storia e alla capacità di fare tesoro delle vicende del passato, dobbiamo rivolgere questi messaggi e questi simboli che li portino a costruire comunità, nazioni e rapporti tra i popoli sempre più ispirati al sentimento di pace e coesistenza“.

Di Ilaria Stirati – Fotografie Cronaca Eugubina