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Monsignor Mario Ceccobelli: “Il mio cuore è rimasto qua. Questi dodici anni trascorsi a Gubbio hanno profondamente segnato la mia vita. Mi chiedo sempre se si poteva fare di più. Sono contento di ricevere il Premio, mi ricorderà Sant’Ubaldo.

Eugubini, continuate a vivere la Festa dei Ceri con hilariter, cioè con gioia, ma ricordatevi anche dell’insegnamento spirituale di Sant’Ubaldo” 

GUBBIO – Il Premio “Civis, Pater, ac Pontifex Ubalde, che costituisce particolare riconoscimento ad un personaggio, storico, scrittore, ricercatore, che si è particolarmente contraddistinto per studi su Sant’Ubaldo, Cittadino, Vescovo e Patrono, è stato consegnato a Monsignor Mario Ceccobelli, Vescovo emerito di Gubbio.

La consegna del Premio, per mano del Presidente della Famiglia dei Santubaldari avv. Ubaldo Minelli, è avvenuta nella serata di venerdì 2 marzo al Teatro comunale “Ronconi di Gubbio. La premiazione ha anticipato il tradizionale Concerto per l’826° anniversario della Canonizzazione di Sant’Ubaldo.

Uno degli scopi fondamentali dello statuto del Sodalizio, di fatto operativo sin dai primi anni ’60, lo scopo primario e più importante, è infatti la salvaguardia, l’attuazione e la corretta trasmissione alle giovani generazioni dei valori e dei principi ubaldiani, o, in altri termini, dell’insegnamento di Sant’Ubaldo.

Porto a tutti voi il saluto della Famiglia dei Santubaldari.ha detto il Presidente Ubaldo MinelliRingrazio il Sindaco per il patrocinio e tutte le autorità stasera presenti. Ringrazio della presenza la delegazione di Thann, la famiglia Calligaro che si occupa dei gemellaggi.

Questt’anno la Famiglia dei Santubaldari all’unanimità ha deciso di assegnare il Premio a Monsignor Mario Ceccobelli, per la bontà dei dodici anni del suo ufficio pastorale a Gubbio“.

Intervenendo il Sindaco Stirati ha affermato: “Si tratta di un prestigioso appuntamento culturale. Ho rivisto con immenso piacere don Mario. La Canonizzazione è un evento cruciale, ha infatti segnato per secoli la storia della città di Gubbio“.

Ha poi preso la parola monsignor Mario Ceccobelli: “Il mio cuore è rimasto qua. Questi dodici anni trascorsi a Gubbio hanno profondamente segnato la mia vita. Mi chiedo sempre se si poteva fare di più. Sono contento di ricevere il Premio, mi ricorderà Sant’Ubaldo. Eugubini, continuate a vivere la Festa dei Ceri con hilariter, cioè con gioia, ma ricordatevi anche dell’insegnamento spirituale di Sant’Ubaldo“.

Il “X° Concerto della Canonizzazione

La Famiglia dei Santubaldari, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Umbria, della Provincia di Perugia, della Diocesi di Gubbio e del Comune di Gubbio, ha inserito, nell’ambito delle solenni celebrazioni dell’826° anniversario della canonizzazione di Sant’Ubaldo, il “ Concerto della Canonizzazioneche si svolto in un Teatro comunale gremito.

Appuntamento concertistico che la Famiglia dei Santubaldari quest’anno ha organizzato in collaborazione con l’Orchestra di Fiati Giovanile Umbra e la corale “Cantores Beati Ubaldi”.

E’ stata eseguita magistralmente La Traviata, Melodramma in forma di concerto (Libretto di Francesco Maria Piave), musica di Giuseppe Verdi, che ha visto impegnati 30 musicisti e 3 solisti (soprano, tenore e baritono), oltre al coro. Direttore, Franco Radicchia e Maestro del coro, Renzo Menichetti.

Interpreti, Tullia Mancinelli (soprano), Paolo Macedonio (tenore), Luca Ludovici (baritono), Edoardo Pifarotti  (voce narrante).

La Canonizzazione: Messa solenne in Basilica

Foto Sant'Ubaldo

La Basilica di Sant’Ubaldo

Domattina (domenica 4 marzo) si terrà la solenne celebrazione dell’826° anniversario della canonizzazione di Sant’Ubaldo, Patrono di Gubbio, risalente al 5 marzo 1192, primo anno del Pontificato di Papa Celestino III.

In tale data, il Beato Ubaldo è stato dichiarato Santo ed incluso nel canone ufficiale dei Santi con la nota Bolla di canonizzazione nella quale il Pontefice, fra l’altro, invita gli Eugubini a continuare la celebrazione della festa in onore del Vescovo Ubaldo, tutti gli anni, “ilariter”, lietamente e con gioia.

Dalla Sua morte (16 maggio 1160) alla Sua santificazione, dunque, sono trascorsi esattamente 31 anni, nove mesi e venti giorni, cioé un tempo notevolmente breve a dimostrazione della grandezza e della fama acquisita dal Vescovo eugubino, attraverso la cui intercessione molti miracoli erano stati compiuti.

Don Luciano Paolucci Bedini

Non a caso la statua di Sant’Ubaldo si innalza sul colonnato di Piazza San Pietro a Roma, in mezzo a quelle dei Santi Riformatori, perché il grande Vescovo si adoperò instancabilmente ad attuare nella sua Chiesa Eugubina l’ispirazione e i principi della Riforma gregoriana, chiamata così dal nome di Papa Gregorio VII, strenuo promotore della riforma della Chiesa nel secolo XI.

La Chiesa, infatti, allora dovette affrontare la soluzione di problemi gravissimi, quali: la sudditanza al potere civile, l’abbandono del celibato da parte del clero, il dissolvimento della disciplina dei conventi, la simonia ecc. .

Nella società del suo tempo, lacerata da innumerevoli rivalità di fazioni, di famiglie, di istituzioni e di città confinanti, Sant’Ubaldo si distinse come mite uomo di pace, riconciliato e riconciliatore.

Di Francesco CaparrucciFotografie Cronaca Eugubina