Il Capodieci Casagrande: “Questi Ceri il 5 agosto saranno riportati sul Col di Lana e sistemati all’interno della Chiesetta che già cent’anni fa li aveva ospitati. Spero che, prima che i Ceri siano sistemati all’interno della Chiesetta, vengano issati e si facciano almeno dei giri, partati a spalla

GUBBIO – Il Capodieci del Cero di Sant’Ubaldo nel 1976 Luciano Casagrande, ha spedito all’attenzione della nostra Redazione, una lettera con la quale chiede agli Enti preposti che i Ceri sul Col di Lana il prossimo 5 agosto, prima di essere risposti all’interno della Chiesetta, siano fatti girare a spalla in memoria della Festa che lì si celebrò il 15 maggio 1917.

Foto Festa dei Ceri sul Col di Lana

Festa dei Ceri sul Col di Lana (Foto Eugubini nel Mondo)

La lettera di Luciano Casagrande 

Veramente un anno speciale questo 2017 per i Ceri, ce ne sono diversi in città oltre a quelli ufficiali che si trovano nella Basilica del Santo Patrono. In occasione del centenario dei Ceri sul Col di Lana, si è creato un gruppo di lavoro con gli Enti addetti e il clero per festeggiare la ricorrenza. 

Tra le tante cose si è pensato di far rifare ai nostri artigiani falegnami i Ceri, con il legno degli abeti delle pinete del Col di Lana, per ricavarne tavolette ed utilizzarle per la realizzazione della struttura dei Ceri. Questi Ceri il 5 agosto saranno riportati sul Col di Lana e sistemati all’interno della Chiesetta che già cent’anni fa li aveva ospitati. Spero che, prima che i Ceri siano sistemati all’interno della Chiesetta, vengano issati e si facciano almeno dei giri, partati a spalla

Chiesetta sul Col di Lana (Foto Eugubini nel Mondo)

D’altra parte i nostri militari eugubini, che erano tanti, anche al fronte avevano sentito il bisogno di onorare il Patrono facendo i Ceri e la corsa, anche in un ambiente di dolore. Qundi credo che, oggi come oggi, è giusto che si facciano correre i Ceri in memoria della corsa del 1917.

Dopo un primo attimo di sorpresa tra gli altri militari italiani, e stupore nel vedere i Ceri, subito però tutti sentirono il bisogno di fare festa correndo dietro i Ceri che salivano verso il monte, cercando anche di dargli la spallata. Insomma quei matti di Gubbio avevano cercato una giornata diversa, e dato per poche ore tranquillità. Del resto, chi vede i Ceri, viene preso da un senso di euforia e di corregli dietro gridando“.

Fotografia di copertina Cronaca Eugubina