Fabrizio Cece: “Le battaglie in Albania si svolsero nel 1918. Gli eugubini presenti furono Vispi Antonio, Don Luigi Rughi, Menichetti Enrico, Panfili Modesto e Guasticchi Raffaele. Nell’archivio del Comune di Gubbio si trovano 140 fotografie di militari caduti

GUBBIO (F.C.) – Si è tenuto oggi pomeriggio (giovedì 20 aprile) in Biblioteca Sperelliana, l’incontro con il ricercatore storico Fabrizio Cece sul tema della Grande Guerra, e dell’impegno e sacrificio dei soldati eugubini nel Primo conflitto mondiale.

All’incontro, che ha fornito una chiave di lettura per comprendere il clima e l’ambiente in cui si svolse la Corsa dei Ceri sul Col di Lana nel 1917, ha partecipato anche il sindaco di Gubbio Filippo Stirati, che ha affermato in conclusione: “E’ un ricordo morale da tramandare ai giovani”. 

Foto Fabrizio Cece

Fabrizio Cece

L’intervento di Fabrizio Cece 

Questa sera affronterò l’argomento dei soldati di Gubbio impegnati anche fuori dall’Italia, ovvero in Libia, Albania, Macedonia e Francia. L’occupazione in Libia risale alla guerra coloniale del 1910-1911.

La difesa era soprattutto della fascia costiera. Ad esempio hanno combattuto lì Cesare Sannipoli, Salvatore Albini, Cesare Ronchi, Dagoberto Gaoti, Angelo Carletti che purtroppo non ce l’ha fatta. Molti pensano che i morti in guerra siano morti nel combattimento, ma non è così. Molti, come Angelo Carletti, sono morti per malattie, disagi o conseguenze postume.

Foto Fabrizio Cece

Fabrizio Cece

Dalla Libia passiamo all’Albania, la sponda del Mare Adriatico era il vero obiettivo della guerra italiana, ovvero fare del Mare Adriatico un lago italiano. Gli alleati avevano promesso questo all’Italia, ma attraverso i punti di Wilson gli albanesi si opposero alla spartizione del proprio Stato.

Le battaglie si svolsero nel 1918, gli eugubini presenti furono Vispi Antonio, Don Luigi Rughi, Menichetti Enrico di Domenico, Panfili Modesto e Guasticchi Raffaele nell’archivio del Comune di Gubbio si trovano 140 fotografie di militari caduti. Ricordo che i soldati impegnati nella Prima Guerra Mondiale furono 5 milioni e 600 mila.

Foto Festa dei Ceri sul Col di Lana

Festa dei Ceri sul Col di Lana

E poi la Macedonia, lì parteciparono Alessio Biagioni, Damiani Luigi, Agostinelli Pietro. E arriviamo alla Francia, dove combatté anche la Brigata Alpi, uno dei reparti del II Corpo d’armata inviati lì.

Le perdite ammontarono a 4375 morti di cui più di 3000 si trovano nel cimitero militare di Bligny e più di 6000 feriti. La battaglia più importante che ha visto coinvolti i soldati italiani è la battaglia di Bligny del luglio 1918.

La brigata Alpi fu posizionata nel versante franco-tedesco, che fu attaccata dai Tedeschi che si accorsero del cambio dei riparti e della non conoscenza della zona da parte della Brigata Alpi che ha pagato questo aspetto. Al Bosco di Courton, lì vicino a Bligny, era presente Giuseppe Ungaretti che scrisse in quell’occasione la famosa poesia “Soldati“. Tra i caduti in Francia ci furono anche Arnaldo Monacelli e il Caporale Daulo Tognaccini.

Foto Filippo Stirati

Filippo Stirati e Fabrizio Cece

E’ poi intervenuto il sindaco Filippo Stirati: “Volevo ribadire l’importanza dell’appuntamento del 5 maggio. In questa giornata ci saranno una serie di relazioni e approfondimenti che tratteranno il tema del Col di Lana che potrà dare ai giovani un ricordo più attendibile possibile, è un ricordo morale da tramandare ai giovani. Invito la cittadinanza a seguire quest’attività. Queste iniziative proseguiranno per il 2017.

Questo ricco programma che riguarda le vicende del Col di Lana spero contribuisca ad una ricostruzione che la comunità ha il dovere morale di garantire, soprattutto a se stessa, ai giovani e a coloro che nei prossimi anni vorranno riguardare questo grande lavoro di ricerca e approfondimento.

Tutto questo, assieme al Museo Multimediale, al Centro di documentazione e ai corsi di formazione, rappresenta un lavoro che produce adeguate gratificazioni alla Festa dei Ceri e un riconoscimento serio che merita, sperando anche nella certificazione UNESCO che rimane una ferita aperta. Sono decisamente orgoglioso di questo lavoro apprezzabile e approfondito“.

Di Ilaria StiratiFotografie Cronaca Eugubina 


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