Andrea Angelucci: “Ho notato che c’è meno gente in strada, ma la città ha ripreso comunque la sua routine quotidiana. A dire la verità qui a Barcellona mi sono sentito sempre molto sicuro, a differenza di quando stavo in Belgio a Bruxelles dove c’era una tensione palpabile per il rischio attentatiNon conosco umbri o eugubini qui a Barcellona, e non so dire se ve ne siano

GUBBIO – Stamane (venerdì 18 agosto) abbiamo contattato telefonicamente Andrea Angelucci, figlio della Presidente del Consiglio regionale Donatella Porzi, che si trova a Barcellona per motivi di lavoro. Andrea ci ha risposto e ha fornito a Cronaca Eugubina, una testimonianza dalla Spagna di cosa è successo giovedì 17 agosto lungo le Ramblas, quando è stato messo a segno l’ennesimo attentato.

Andrea Angelucci, 28 anni di Cannara Perugia, lavora a Barcellona in un’azienda di software dal settembre 2016, e risiede nel centralissimo quartiere di Born, dove vive con un inquilino e da cui ci ha risposto al telefono.

Ieri pomeriggio (giovedì 17 agosto ndr.) attorno alle ore 16racconta Andrea a Cronaca Eugubina – sono uscito dall’ufficio che dista soltanto 5 minuti da Plaça de Catalunya perché dovevo acquistare un paio di scarpe.

Poi sono sceso verso la Piazza da una via secondaria e ho incominciato a vedere molta gente che correva e camion dei Vigili del Fuoco e auto della Polizia. Non ho pensato subito ad un attentato, ma ad un incidente, o qualcosa del genere. Soltanto più tardi, quando sono rientrato a casa, ho appreso la notizia che si trattava di un attentato sulle Ramblas.

In quei momenti molto concitati, non funzionavano i collegamenti internet e non si ricevevano messaggi telefonici, c’è stato una specie di blocco totale delle comunicazioni. In un primo momento si parlava di una sparatoria, poi ho capito e appreso che invece era un attentato“.

Qual’è la situazione stamane (venerdì 18 agosto) a Barcellona? 

Ho notato che c’è meno gente in strada, ma la città ha ripreso comunque la sua routine quotidiana. A dire la verità qui a Barcellona mi sono sentito sempre molto sicuro, a differenza di quando stavo in Belgio a Bruxelles dove c’era una tensione palpabile per il rischio attentati”.

In queste ore, ti sei sentito con altri connazionali italiani?

Si, mi sono sentito al telefono con gli amici italiani e i colleghi di lavoro qui a Barcellona. Sono tutti ragazzi trentenni come me, stanno bene e hanno rassicurato le famiglie. Non conosco umbri o eugubini qui a Barcellona, e non so dire se ve ne siano“.

Come trascorrerai le prossime ore a Barcellona, e quando è previsto il tuo rientro in Italia?

Oggi pomeriggio abbiamo deciso di andare alle ore 12 in Plaça de Catalunya, dove verrà rispettato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime dell’attentato. Ci sentiamo di partecipare. Tornerò in Italia a settembre, per la sagra della cipolla di Cannara. Ho già prenotato il biglietto aereo“.

Di Francesco Caparrucci